Le alleanze nelle cittàDi Maio dice che con Conte i Cinque Stelle torneranno a essere la prima forza politica

Il ministro degli Esteri in un’intervista ad Avvenire prevede che il Movimento sarà protagonista «anche nei prossimi dieci anni». E con gli ex alleati di governo «dobbiamo rafforzare il patto M5S-Pd-LeU anche a livello locale»

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

«Stiamo entrando nella terza ondata del Covid», dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista ad Avvenire. «Secondo i dati scientifici che abbiamo, il picco lo avremo a fine mese. Questo inevitabilmente ci spinge a misure più restrittive per cercare di fermare il trend dei contagi».

A un anno dall’inizio della pandemia, Di Maio dice che «questa nuova ondata non è paragonabile alle precedenti» perché «le varianti non erano prevedibili». «Giornalmente sento i miei omologhi europei, sono tutti molto preoccupati».

Sugli errori fatti nella gestione della pandemia dal precedente governo Conte 2, però, risponde: «Chi è che non sbaglia? Errori ce ne saranno, sempre meno certo, ma è normale. Siamo stati i primi a essere travolti, ma contro il virus non c’è tutt’oggi un manuale di istruzione. Ciò che stiamo affrontando è unico, è dovere di tutti lavorare con unità e senso di responsabilità. In questo deve distinguersi la politica».

Ma Giuseppe Conte ora, secondo Di Maio, sarà cruciale per la rinascita del Movimento Cinque Stelle: «Conte ha deciso di portare avanti insieme a noi un progetto rifondativo dentro un perimetro specifico definito dai valori europei ed euroatlantici. E, al contempo, con una visione innovativa su obiettivi da lui condivisi quando era al governo, a partire dall’esigenza di adeguare ambiente e sistema produttivo alle nuove opportunità. M5S è in una fase di grande rilancio, sono molto ottimista. Vedo molta compattezza, saremo protagonisti anche nei prossimi dieci anni. Con conte nei 5S credo che potremo tornare a essere la prima forza politica del Paese».

Quanto al Partito democratico, «dobbiamo rafforzare il patto M5S-Pd-LeU anche a livello locale», dice il ministro.

Ma ci sono problemi economici da affrontare subito. Sul fronte degli aiuti alle imprese, dice che «la riforma fiscale è il tema fondamentale». Poi difende il governo sulla polemica scoppiata sulla consulenza a Mckinsey per il Recovery Plan: «Il Mef ha già chiarito». E in merito al reddito di cittadinanza spiega che «sulle politiche attive del lavoro serve una spinta in più, ma riportiamo il dibattito dentro i giusti ranghi. Ci sono dei diritti che uno Stato democratico deve difendere e tutelare». E si chiede: «Quanti sono i falsi invalidi in Italia? E quanti furbetti si sono messi in tasca altri sussidi? Cancelliamo allora le pensioni di invalidità?».

Sul fronte estero, si sofferma poi si rapporti con l’Egitto: «In ogni sede continuiamo a chiedere passi avanti sulla vicenda di Giulio Regeni, la sua famiglia merita verità e giustizia. Così come monitoriamo sempre il caso di Patrick Zaki, chiedendone la scarcerazione. Di più abbiamo chiesto che il monitoraggio fosse fatto in maniera congiunta con tutti i paesi Ue. Mi lasci ricordare poi il grande lavoro svolto dalle donne e dagli uomini del nostro corpo diplomatico e dalla nostra intelligence, che ci ha permesso negli ultimi 18 mesi di riportare a casa tutti gli italiani rapiti. Faremo di tutto per riportare a casa anche Zaki».

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter