Dimmi di sìL’amore è eterno (si spera), ma la cerimonia deve essere biodegradabile

Alberi come bomboniere, bouquet di frutta e verdura, coriandoli ecologici e dolci fatti a mano, ecco come festeggiare pensando anche all’ambiente

  1. Il corredo parlante
    Durante la pandemia Maria Damiani ha preso ago e filo e ha ricamato pensieri sulla biancheria di casa per sconfiggere la tristezza e la distanza dalle sue figlie. Biancheria parlante nasce per condividere pensieri con chi è lontano e regalare un momento di leggerezza: «Le mie lenzuola, quasi tutte di antichi tessuti rustici come canapa e tela, appartenute a corredi contadini antichi, si sono ornate di versi poetici, perché spero che la poesia induca sogni belli in chi se ne lascia avvolgere, mentre asciugamani e tovagliette americane hanno spesso messaggi ironici, per rallegrare i risvegli. Per le tovaglie invece il posto dei convitati è occupato da personaggi di fiabe o di romanzi». Maria ricama anche frasi su commissione. Per contattarla basta mandarle un messaggio privato su Instagram.

  1. La bomboniera è un albero
    Ho piantato il mio primo albero qualche anno fa, un avocado in Kenya, attraverso la piattaforma Treedom. In dieci anni assorbirà 500 chilogrammi di anidride carbonica, pari a quella prodotta da 589 chili di pasta. Un piccolo gesto, virtuale nella forma, ma reale nella sostanza, per alleggerire la mia impronta ecologica sul pianeta e sostenere l’economia rurale dei paesi in via di sviluppo. È sufficiente collegarsi al sito, selezionare il tipo di albero e la zona del mondo a cui destinarlo. Un mango ad Haiti, un albero di caffè in Equador, un banano in Camerun possono fare la differenza per le comunità locali. Gli alberi da frutto, ad esempio, permettono ai contadini di avere nuove risorse alimentari, variare la propria dieta e garantirsi dal rischio di qualche annata difficile. Dopo aver acquistato l’albero Treedom incarica un contadino di piantarlo e di prendersene cura e attraverso il proprio profilo si può seguire la sua vita nel tempo. Vedi alla voce: bomboniere alternative.

 

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  1. La strana storia dei confetti
    Nomen omen dicevano i romani, nel nome è nascosto il destino. Per capire perché confetti e coriandoli hanno molto in comune bisogna partire dai nomi: in inglese i coriandoli si chiamano confetti, in francese confettis, in tedesco konfetti. Fin dall’epoca romana durante le occasioni di festa venivano realizzati pregiati bon bon utilizzando oltre alle mandorle anche i semi del coriandolo ricoperti da uno strato di zucchero indurito. Questi dolcetti venivano regalati durante i matrimoni o lanciati sulla folla dalle carrozze e dai carri in sfilata durante il Carnevale insieme a fiori, arance, chicchi di granturco. Nel corso del Rinascimento però, quest’usanza divenne troppo costosa a causa del costo elevato dello zucchero, così i confetti destinati a un uso non alimentare vennero sostituiti da palline di gesso colorate o di carta chiamati da allora in poi coriandoli. La ricetta dei confetti hand made la trovate qui. Sulmona è considerata la capitale mondiale, ne parla anche il New York Times. Consiglio: i coriandoli già che ci siete sceglieteli biodegradabili come quelli prodotti da Saatgutkonfetti, disponibili nel loro shop online.

  1. Banchetti alternativi
    Fino al 21 novembre la Biennale di Venezia ospita un banchetto davvero particolare all’Arsenale delle corderie. L’installazione Refuge for Resurgence, progettata dallo studio londinese Superflux, riunisce intorno alla stessa mensa specie diverse per cenare insieme da pari a pari come risposta al tema della Biennale “How Will We Live Together?”. «Se vogliamo affrontare la difficile situazione della crisi climatica con urgenza, avremo bisogno di cambiare le nostre prospettive e mentalità – ha detto a Dezeen il co-fondatore di Superflux Anab Jain. Nelle intenzioni, cenare idealmente insieme ad altre specie non umane vuole essere un modo per iniziare a vederci tutti uguali e riconoscere il ruolo che tutti svolgiamo nel garantire la complessità e la biodiversità che rende ricco il nostro pianeta. L’esperienza culinaria multi-specie coinvolge un uomo, una donna, un bambino e undici specie viventi in rappresentanza della vita sulla terra, tra questi mammiferi, uccelli, insetti, rettili e funghi. Per sentirsi parte del creato.

  1. Il dolce del sì
    Nel corso di una chiacchierata occasionale al bar ho scoperto che nelle occasioni speciali in Abruzzo e Molise si preparano le “pizzelle” (conosciute anche con il nome di “ferratelle” o “cancellate”), una sorta di cialde preparate con uova, farina, zucchero e burro, insaporite con anice, vaniglia e buccia di limone (la ricetta completa qui). Lo strumento per prepararle, il “ferro”, era realizzato da un fabbro che, oltre al ricco decoro poteva inserire anche le iniziali del committente. In questo modo, le pizzelle venivano marchiate con il nome di famiglia e tramandate alle generazioni future. L’impasto, inserito in uno stampo a doppia piastra, veniva cotto nel camino il tempo necessario per recitare un’Ave Maria da un lato e un Padre Nostro dall’altro. Se volete continuare la tradizione lo stampo è in vendita qui.
Foto di @bakingamoment
  1. Del bouquet non si butta via niente
    Rapanelli, timo, cavolo riccio, alloro. Oppure rosa canina, mela, topinambur e peperoni dolci. Sono gli ingredienti dei bouquet vegani, ultima tendenza del floral design sostenibile. Tutto si mangia, nulla va perduto. Tendenza nata nel Nord Europa, in Italia è ancora una chicca. A Roma, zona Tuscolana, c’è Bouquet dell’orto che realizza composizioni di frutta e verdura consegnandole a domicilio o alla stazione della metro Giulio Agricola. Per chi preferisce il fai da te su YouTube ci sono tantissimi tutorial veggie. Il risultato? Quasi meglio di un mazzo di rose.

  1. Viaggio di nozze in Costiera
    Ho scoperto come sono nate le sfogliatelle napoletane grazie a Posticini, profilo Instagram gestito da Giorgia Vago e Federica Molteni, due ragazze appassionate di viaggi. Posticini raccoglie sottoforma di cartoline realizzate dalle due autrici «curiosità e consigli da ogni angolo di mondo, facili e veloci da consultare». Dicevamo delle sfogliatelle: la storia completa la trovate qui. Se fate il più classico dei viaggi di nozze in Costiera regalatevi una bella scorta di dolcezza alla bottega del Pintauro, la più antica sfogliatelleria di Napoli, nel quartiere San Ferdinando.

 

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  1. La colazione… fatta a mano
    La luna di miele finisce quando si smette di registrare ogni evento: il rito della colazione insieme, il primo pranzo nella nuova casa… Nel frattempo questo set all’americana regalerà l’illusione di essere serviti e riveriti da Carlo Cracco in persona, ma con il vantaggio di poter restare comodamente in pigiama. È una capsule collection Rivolta Carmignani per Cracco, disponibile nello shop online Cracco e nella e-boutique Rivolta Carmignani.

  1. Piatti personalizzati
    Oggi sposi fa parte della collezione Special Day ideata da Ilaria I, al secolo Ilaria Innocenti, designer con la passione per il disegno a mano libera. Le grafiche che realizza sono trasferite su ceramica attraverso un procedimento che le rende permanenti. Chi lo chiede può aggiungere nome e data sul retro dei singoli piattini.

  1. Se qualcosa va storto
    Il kintsugi è l’arte giapponese di riparare con l’oro gli oggetti di ceramica andati in frantumi, conservando un oggetto che magari ci ha tenuto compagnia per anni e rendendolo unico. Tutto si aggiusta come dicevano le nonne, e mi piace pensare che valga non solo per gli oggetti ma anche per le relazioni. Se come me vi appassiona vedere come un piatto ritorna intero consiglio di seguire Martina e il profilo Instagram @kintsugi.milano

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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