Chic&greenPortofino si riscopre sostenibile

La meta prediletta da capi di Stato, celebrities e bel mondo si risveglia dal lungo sonno dovuto al virus con una nuova veste sensibile all’ambiente, grazie al lavoro congiunto di tante realtà locali decise a rendere questo luogo simbolo dell’estate italiana un modello di turismo attento a preservare mare e terra

Le destinazioni turistiche non nascono per caso, in larga parte si costruiscono. Non bastano una baia cristallina, o un centro storico ben restaurato per fare la fortuna di un luogo. Servono servizi, visione, ma soprattutto tanto lavoro di squadra tra amministrazione pubblica, albergatori e privati, per dare un’identità univoca e vincente, e rendere un posto da vacanze una meta aspirazionale per molti.

È quello che sta accadendo a Portofino, che al suo indubbio fascino d’antan che l’ha resa una storica stazione balneare per super ricchi e ha visto passare nel tempo tutto il gotha del cinema, dello spettacolo, della politica e dell’economia mondiale, ospitando da Liz Taylor a Luigi Einaudi, dalla principessa di Monaco ai Pirelli, oggi sta rinascendo grazie a una serie di interventi puntuali ed efficaci, che dimostrano ancora una volta quanto questa destinazione possa trasformarsi, pur rimanendo ancorata a quell’allure del passato che comunque l’ha resa grande e conosciuta in tutto il mondo.

Ci si lavora a livello di interconnessioni, innanzitutto, con il progetto di una galleria che è nei sogni del Sindaco e che permetterà in qualche anno di rendere la circolazione più fluida, e l’ingresso in città più verde: perché essere sostenibile è una delle prime ambizioni delle città turistiche del futuro. Le auto staranno in due grandi parcheggi all’ingresso del paese, e le navette elettriche faranno la spola verso la piazzetta più celebre d’Italia, permettendo anche un controllo degli accessi più puntuale.

E una volta arrivati, ecco il nuovo assetto gastronomico del luogo, che grazie all’ambizione del gruppo LVMH ha di nuovo portato a splendere stelle importanti proprio qui dove imperavano le trofie al pesto e i fritti misti da battaglia. Con un’importantissimo lavoro di ristrutturazione l’hotel Splendido Mare ha una nuova e fortunata identità, con 14 camere bomboniera affacciate sul mare e arricchite con una collezione d’arte di proprietà Belmond. Lo studio di architettura francese Festen Architecture ha ridisegnato gli spazi, e arricchito di dettagli anni ’50 la struttura, che rende un soggiorno qui un’esperienza di buon gusto. Buon gusto anche grazie alla scelta di abbinare all’accoglienza Belmond la cucina dei fratelli Cerea, tristellati bergamaschi che da tempo cercavano un affaccio sul mare, avendo tra i primi portato il mare in Lombardia con la loro cucina.

Le proposte per i turisti in visita (il ristorante è aperto anche a chi non soggiorna nell’hotel) sono varie e vanno dalla colazione alla cena, in un susseguirsi di piatti che conquistano per la loro piacevolezza. Il breakfast è una coccola da concedersi per sentirsi parte del mondo portofinese: dolci e salati si alternano a prodotti locali, per un’esperienza da regalarsi. Nel menu piatti locali e di tradizione, ben condotti con la maestria dei Cerea, come le trofie al pesto che sono la versione marittima dei celeberrimi paccheri al sugo che hanno reso nel tempo questa famiglia così amata dai gourmet di tutto il mondo. Ma anche qualche proposta più creativa, sempre partendo dal prodotto locale, che rende il menu vario e adatto a palati allenati e a buongustai più tradizionali, in perfetto stile Da Vittorio.

Per chi preferisce la privacy, il gruppo ha l’altro hotel celeberrimo, ospitato in un ex convento e diventato nel tempo il pied à terre (anci, dans l’eau!) di celebrities e di reali, di attori e di capi di stato, che qui trovano tranquillità, una vista straordinaria e un’accoglienza d’altri tempi. Nessuna impostazione, nessun eccesso, tutto qui è fatto per prevenire ogni bisogno, e rendere reale un sogno di vacanza. Sogno costoso, beninteso, che si può fare a fotogrammi, per chi desidera anche solo per una cena essere parte del film. La terrazza sul golfo di Portofino è aperta anche a chi non è ospite, e permette quindi una visita alla struttura nel momento migliore possibile: al tramonto, quando qui la pace diventa esperienza concreta.

In carta, oltre al menu dello storico chef resident Corrado Corti, il percorso degustazione studiato dalla new entry Luigi Taglienti, brillante stella al Lume di Milano che dopo la chiusura in città ha deciso di trasferirsi nel suo mar Ligure, che lo vede finalmente tornare ai sapori di casa e ad una nuova veste più serena e concreta, con una cucina che alterna sapientemente i suoi piatti più iconici con proposte più legate al territorio e dai sapori più tradizionali.

Un arrivo fortunato, quello dello chef allo Splendido: oggi Milano non è la realtà accogliente che ha ospitato tutti i creativi post Expo, e la sede marina può diventare un nuovo corso per chi è disposto a comprendere questo luogo così celebre ma così particolare, così unico ma così complesso da capire.

Le dinamiche qui sono tutte da costruire, e lo sanno bene allo Splendido, dove tutto il personale è qui da molto, e ben conosce i capricci e i bisogni di un pubblico non facile, ma anche decisamente generoso.

E che guarda a questa nuova stagione corta ma intensa, come a un nuovo inizio: portare qui le stelle della ristorazione vuol dire lanciare un messaggio, e costruire il futuro su più solide basi. Così come creare delle esperienze legate alla sostenibilità, tema sempre più sensibile e sempre più diffuso.

Tema che il signor Mino Viacava con la sua La Portofinese porta avanti da anni, grazie a un progetto diffuso di agricoltura eroica sul monte di Portofino, percorso ogni giorno dagli appassionati di trekking e coltivato da lui con cura e attenzione. Nella sua fattoria i Coppelli trovano posto il luppolo per la birra, gli ulivi e le viti per olio e vino, ma anche arnie per il miele e tanti ortaggi: tutti insieme, questi prodotti vengono venduti nelle botteghe locali, e danno vita a una serie di degustazioni, corsi, aperitivi e cene nelle strutture dell’azienda, curatissime e piene di charme. Gustare un vermentino iperlocale guardando il tramonto dalle colline a picco sul mare è un privilegio possibile, come farsi raccontare tutto del mondo delle api masticando il miele in favo appena raccolto dall’arnia. Un altro tassello della costruzione del luogo, che avviene anno dopo anno, preservando il territorio e portandolo a nuova vita, facendolo conoscere ai locali e ai turisti senza sfruttarlo oltre le sue possibilità.

Rispettando la terra così come si rispetta il mare. Per sensibilizzare sul tema della troppa plastica che viene gettata in acqua si salpa dal molo sul maxi yacht da regata Anywave e insieme alla biologa marina Arianna Liconti si possono scoprire i pericoli che corre il nostro mare e le azioni necessarie per preservarlo, navigando a vela, primo passo determinante per inquinare il meno possibile. Un nodo centrale del nostro futuro comune, un messaggio che, se appreso e compreso qui, in mezzo al golfo ascoltando il respiro delle onde, è ancora più efficace e amplificato.

Su ogni barca da regata il responsabile ecologico si prende cura dell’ambiente e controlla e informa gli equipaggi sulle buone pratiche da attuare per vivere il mare con rispetto. E per ogni porto di arrivo delle regate, la Anywave si impegna insieme ai suoi sponsor a offrire un seabin, una sorta di “catino” di nuova ideazione, in grado di raccogliere la plastica in mare e riportarla a terra per il necessario riciclo.

Piccole gocce di sostenibilità che vengono portate all’attenzione di un pubblico internazionale grazie al Curiosity Circle del gruppo Belmond, che sostiene e divulga l’opera di questi navigatori evoluti, custodi del mare insieme a altre piccole realtà locali che da anni con le loro attività portano avanti escursioni didattiche, dove si unisce il divertimento dell’uscita in kayak o dello snorkeling e la conoscenza del mare e dei suoi abitanti. È il caso di Giuseppe di Outdoor Portofino, che accompagna gli ospiti lungo le coste e in mare, ad esplorare questa zona per farla amare e rispettare dai turisti.

Perché Portofino non sia più solo una piazzetta da fotografare durante una breve gita alla ricerca di celebrities, ma un luogo da vivere nel suo complesso, un ecosistema circolare fatto da tanti attori e da tante dimensioni diverse, e che attiri anche fuori stagione appassionati sportivi, amanti della natura, turismo green e non più solo curiosi. La strada per arrivarci è segnata dall’impegno concreto di tanti: perché il nuovo turismo e la sensibilità verso i luoghi vanno costruiti.