In boxNuovi luoghi di acquisto e nuove preferenze per il settore vinicolo

Durante la pandemia il mondo del vino ha trovato un nuovo canale di vendita che, oltre ad abbattere i costi di distribuzione, ha permesso una più facile reperibilità di bottiglie di produzione sostenibile

Mai come negli ultimi anni anche il settore del vino si è affacciato al mondo digitale, aggiungendo così un ulteriore canale di distribuzione per l’acquisto di questa bevanda. Tra supermercati, botteghe, enoteche, cantine, siti e applicazioni, il vino lo troviamo ovunque. Ma è proprio il canale online che continua a crescere e che non dà segni di rallentamento, complice soprattutto la pandemia e il cambiamento degli stili di acquisto e di consumo degli italiani. Lo scorso anno otto milioni di connazionali hanno infatti acquistato vino online, una quota pari al 27% dei consumatori, mentre il giro d’affari ha raggiunto i 200 milioni di euro. 

Oltre ai canali di vendita stanno cambiando anche le preferenze di consumo. Iniziamo ad apprezzare sempre di più i vini naturali, in aumento anche a livello mondiale. Questi vini richiedono, per la coltivazione della vite e per la loro produzione, l’applicazione di metodi di agricoltura biologica, biodinamica o altri metodi naturali che limitino all’indispensabile l’intervento dell’uomo. 

L’Italia riveste un ruolo importante nel mercato dei vini prodotti con metodi naturali, collocandosi tra i principali Paesi al mondo per la loro produzione. Ma, nonostante la miriade di luoghi dove poter acquistare una bottiglia di vino, i vini naturali non sempre sono facili da trovare, e spesso il vino in questione non è accompagnato da una comunicazione adatta dei metodi di produzione e delle caratteristiche organolettiche. Aspetti indispensabili per il consumatore non esperto, soprattutto se consideriamo che i vini naturali si presentano con imperfezioni più o meno evidenti, dovute ai particolari metodi di produzione, che andrebbero spiegate per poter apprezzare al meglio il vino. 

Un problema, questo, che è stato affrontato dai fondatori della start-up Winey, un servizio di wine delivery in abbonamento che consente di ricevere direttamente a casa una Wine Box a sorpresa con tre vini. I vini selezionati sono tutti prodotti da piccoli vignaioli che lavorano in regime biologico, biodinamico, naturale o artigianale. 

La particolarità di questa attività, comune a tutte le aziende di delivery di vino, risiede nella possibilità di abbattere i costi di distribuzione, diminuendo il numero di intermediari che su altri canali si interpongono tra produttore e consumatore. In questo modo si semplifica l’intero processo di acquisto, permettendo di conoscere nuovi e piccoli produttori che altrimenti farebbero fatica ad avere successo tramite i canali tradizionali. 

Winey, inoltre, fa della comunicazione uno dei suoi punti di forza, portando a casa degli appassionati le storie dei vignaioli e dei loro prodotti, raccontandoli ed esaltandone le caratteristiche. Un’esperienza di vino completa per il consumatore, che ha la possibilità di assaggiare vini che sarebbero normalmente difficili da reperire, conoscendone a fondo la storia e le caratteristiche organolettiche e apprezzandone ogni aspetto. E per una degustazione a regola d’arte, c’è anche il miglior abbinamento musicale a disposizione: per un’esperienza immersiva completa. 

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