Corona EconomyIl dilemma dei boomerang worker, le modifiche al decreto dignità e il cloud nazionale

Nella newsletter di questa settimana: cosa faranno ora quelli che sono tornati nelle città d’origine per lavorare a distanza, il governo scende in campo contro i licenziamenti di Gkn e Gianetti, il decreto sostegni bis in aula e le modifiche ai contratti a termine. Ma anche il futuro dell’Ilva e la nuova media company “Charter”. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

BOOMERANG WORKER
In Italia li abbiamo chiamati “South Worker”, per indicare quelli che durante la pandemia sono tornati nelle regioni del Mezzogiorno dalle grandi città del Nord e del Centro per lavorare a distanza. Negli Stati Uniti li chiamano invece “Boomerang Worker”, ma il succo non cambia: sono i tanti che hanno lasciato i costosissimi appartamenti di New York e San Francisco per spostarsi nei centri più piccoli. Ma le domande anche Oltreoceano sono le stesse: E ora che succede? Sono davvero disposti a lasciare per sempre i servizi che le grandi città hanno offerto loro fino all’esplosione della pandemia?

Nuova geografia L’effetto “boomerang” negli Stati Uniti riguarda soprattutto il settore dell’industria tech. In tanti hanno abbandonato la Silicon Valley, Seattle o New York per spostarsi nelle città d’origine o in quelle dei partner, anche per avere un aiuto nella cura dei bambini. Qualcuno continua a lavorare a distanza, altri stanno avviando attività in proprio.

  • A Tulsa, Oklahoma, il programma Tulsa Remote offre 10mila dollari per trasferirsi in città e lavorare da remoto. Circa il 30% di coloro che hanno accettato l’offerta ha vissuto lì o ha un legame familiare con la città.
  • Ora anche la West Virginia, con il programma di abbandono del carbone avviato da Biden, punta a una rinascita sperando nel rientro dei lavoratori del settore del tech – come racconta Politico.
  • In tanti sono tornati nella Tampa Bay, sulla costa occidentale della Florid, portando con sé contatti e know how e buttandosi in nuove avventure imprenditoriali. Come Allie Felix, che ha lasciato un lavoro in una società di venture capital di San Francisco, per unirsi a Embarc Collective, hub per startup lanciato a Tampa nel 2018. O come Whitney Holtzman, anche lei originaria di Tampa, che ha affinato le sue competenze nel marketing sportivo a New York e ora ha avviato un’attività per curare i social media degli atleti proprio da dove era partita diversi anni fa.

Sì, ma Ora anche per la Tampa Bay vale lo stesso discorso sul south working all’italiana. La possibilità di lavorare a distanza può bastare per convincere chi era andato via a restare? E la risposta è: certo che no. Le domande che anche Oltreoceano si pongono sono: Ci sono opportunità nel caso in cui la versione remota del loro lavoro attuale non dovesse funzionare? Ci sono opportunità per i coniugi? Le scuole sono buone?

Il dilemma Non c’è alcuna garanzia su quanto durerà il «boomerang». In Italia i dati dicono che i lavoratori che hanno abbandonato i grandi centri sono soprattutto giovani, senza figli in età scolare e con un contratto stabile. Ma resta «la sensazione di voler essere altrove», ha raccontato una di loro a 7 del Corriere. «Quando sei in città ti mancava casa, o il mare o una vita più decente. Quando sei qui ti ricordi che cosa ti aveva portata via».

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RECOVERY ITALIA
You’re fired Questa settimana è atteso in aula il debutto per il voto del decreto sostegni bis, dopo il lungo lavoro in commissione. Intanto, il governo sembra voler scendere in campo sui casi Gkn e Gianetti, le due aziende controllate da gruppi stranieri che nei giorni scorsi hanno licenziato in tronco i propri dipendenti. Già oggi i ministri Giorgetti e Orlando potrebbero decidere di convocare i due gruppi. Difficile che si rimetta mano alla mediazione raggiunta sullo sblocco dei licenziamenti, nonostante il segretario del Pd Enrico Letta abbia parlato di una «revisione». Ma non sembra che ci sia, per il momento, una corsa ai licenziamenti.

  • I dati di Veneto Lavoro parlano di un andamento finora identico a 2018 e 2019.
  • Assolavoro, l’associazione che raggruppa le agenzie per il lavoro, stima per luglio e agosto una crescita di 150mila posizioni in somministrazione in più rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • Il bollettino di Unioncamere dice che la ricerca di personale delle imprese supera i livelli del 2019 con un +25%: previste 534mila assunzioni a luglio.

Lo chiamavano dignità La maggioranza ha prima votato un emendamento al decreto sostegni bis, condiviso dal governo, che rimanda ai contratti collettivi la possibilità di poter disciplinare le causali per rinnovi e proroghe dei rapporti di lavoro a termine. Successivamente è stato approvato un subemendamento voluto dai Cinque Stelle, che ha inserito la scadenza di settembre 2022 come limite temporale per assumere nei casi previsti dalla contrattazione collettiva, ponendo in più un limite minimo di durata di 12 mesi e un giorno. È la prima vera modifica ai paletti rigidi del decreto dignità grillino, dopo che anche gli ultimi dati Istat hanno nuovamente certificato come nella ripartenza crescono solo i contratti a tempo.

Timeline Dopo il testo sulla riforma della giustizia varato in consiglio dei ministri, sul quale ora una parte dei Cinque Stelle annuncia battaglia in Parlamento, le prossime tappe del governo sono la legge sulla concorrenza e la legge delega sulla riforma fiscale. Entrambe entro la fine del mese. È allo studio un abbassamento dell’aliquota media sui redditi tra i 25 e i 50mila euro e un meccanismo che favorisca, anziché scoraggiare, la crescita del fatturato di piccole imprese e professionisti.

Miliardi cercasi Mentre per far partire la riforma degli ammortizzatori sociali entro il 2022 servono circa 6 miliardi: 1,5 miliardi arriverà dal risparmio del cashback, gli altri 4,5 miliardi andranno trovati entro fine anno per inserirli in legge di bilancio.

 


POLITICHE ATTIVE Nell’attesa che la riforma del governo prenda piede e diventi efficace, le agenzie per il lavoro hanno «la funzione di concretizzare le linee di tendenza del mercato, trasformandole in opportunità», dice Stefano Magliole, marketing manager di IG Samsic HR. «Pubblico e privato, in questo momento di crisi, devono collaborare e ritenersi indispensabili l’un l’altro per avere successo nella ripresa».

 

DOSSIER CALDI
Patto d’acciaio La data decisiva per segnare l’addio alla «vecchia» Ilva sarà il 21 luglio, con l’insediamento del nuovo consiglio d’amministrazione frutto della partnership tra lo Stato e Mittal. Ma intanto per lo stabilimento ci saranno altre 13 settimane di cassa integrazione post Covid. Al termine di questo periodo, ha promesso Giorgetti, sarà presentato il piano industriale aggiornato.

 

Cloud nazionale Il ministero dell’Innovazione ha individuato i 281 enti che saranno coinvolti nel Polo strategico nazionale, l’infrastruttura prevista nel Recovery Plan per mettere i dati della pubblica amministrazione in cloud. A gestire l’infrastruttura sarà un partenariato pubblico-privato, con una vera e propria gara che dovrebbe tenersi in autunno. E già è battaglia tra le diverse cordate: Leonardo è pronta con Tim e Cdp, mentre Fincantieri si muove con Amazon, Fastweb e Irideos.

 

LE DUE SPONDE
Usa-Ue Dopo l’accordo raggiunto al G20 sulla tassa minima globale al 15% per le multinazionali, oggi la segretaria del Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen parteciperà all’Eurogruppo per cercare di spingere i Paesi che resistono ad approvare l’imposta. In agenda un pranzo di lavoro della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, con Yellen e la presidente della Bce, Christine Lagarde. E anche un incontro tra Yellen e il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni.

 

Questione di tassi La Bce ha cambiato la sua strategia di medio termine sull’inflazione, consentendo la possibilità che salga oltre il 2% per stimolare la crescita. Con questa strategia, la banca centrale potrebbe inoltre protrarre la politica monetaria espansiva. Il dato sull’inflazione italiana arriverà giovedì 15 luglio.

 

POST QUARANTENA
Lista d’attesa Dal rapporto sull’occupazione 2021 dell’Ocse è emerso come tra i 37 Paesi membri si siano persi 22 milioni di posti di lavoro. Con 3 milioni di giovani Neet in più. Solo pochi Paesi hanno recuperato, o stanno per farlo, i livelli di occupazione precedenti la pandemia. Tra questi la Nuova Zelanda, l’Australia, il Giappone, la Polonia, la Germania, la Grecia e la Corea del Sud. Per l’Italia e la Francia bisognerà attendere fino alla seconda metà del prossimo anno.

 

A conti fatti Il rapporto annuale dell’Istat ha ridimensionato le stime sulle persone che hanno lavorato a distanza durante la pandemia, stimando un picco del 19% nel secondo trimestre del 2020, inferiore a molti calcoli che andavano oltre il 30% – fa notare Francesco Seghezzi.

 

News I cofondatori di Quartz Kevin Delaney e Jay Lauf, insieme a Erin Grau, ex del New York Times, stanno lanciando una nuova media company chiamata “Charter” incentrata sul futuro del lavoro.

 

AGENDA Oggi a Montecitorio viene presentata la relazione annuale dell’Inps. Martedì 13 luglio arriva il dato sull’inflazione americana, giovedì 15 luglio quello italiano. Sempre giovedì sarà reso noto il Pil cinese del secondo trimestre. Venerdì 16 luglio l’Istat diffonde il dato sul commercio estero e l’Inapp presenta il rapporto 2021.

 

Buona settimana,
Lidia Baratta


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