Playwine La playlist del vino di Federica Boffa Pio, di Pio Cesare

Iniziamo una rubrica nella quale chiederemo ai grandi produttori di vino italiani di darci una loro personale selezione delle bottiglie che amano di più: unica regola, possono citarne solo una di loro produzione. Scopriamo che vini ama e beve chi i vini li produce

140 e non sentirli: difficile, in effetti, portare sulle spalle una così lunga eredità quando si hanno 24 anni e il destino decide di mettere nelle tue mani la storia di famiglia, e un pezzo della storia enologica italiana.
Ma Federica Boffa Pio, nuova custode della cantina albese Pio Cesare, non sembra preoccupata: anzi, con un piglio determinato e un approccio concreto. «Sono il factotum» spiega quando le chiedono qual è il suo ruolo in azienda: «dall’acquisto della carta per le fotocopie alle trattative internazionali, come è sempre successo nella nostra famiglia, faccio di tutto un po’. L’altro giorno ho cercato un trattore: sembra che ci sia penuria in questo periodo, ma per fortuna l’ho trovato».

Una foto sul comodino che la ritrae bimba mentre intinge il ciuccio nel bicchiere di vino del papà, stimatissimo imprenditore appena scomparso, un’infanzia e un’adolescenza passata a girare il mondo con la famiglia, e ad incontrare i più importanti esperti del settore, Federica ha deciso di frequentare il Liceo classico e poi studiare economia aziendale: «Perché il vino te lo possiamo spiegare in famiglia, mentre la formazione scolastica ti servirà sempre».

E oggi che si trova alle prese con questa sfida che farebbe tremare i polsi ad altri più adulti ed esperti, ha deciso di affrontare l’avventura con lo stesso concreto pragmatismo che caratterizza questa dinastia langarola, unica a potersi fregiare dello stemma albese sulle bottiglie, perché unica ad avere sede proprio in città.

I festeggiamenti per l’anniversario erano stati preparati da tempo, e hanno due punte di diamante in bottiglia: 1881 bottiglie di Barolo 2017 Serralunga, che riporta alla storia della famiglia che ha iniziato proprio in quel luogo a produrre i suoi vini, e un omaggio alla nonna Rosy, il Barolo 2000 che ha custodito con cura maniacale nella cantina di famiglia, che gestiva in maniera indipendente e in cui concedeva l’accesso solo a pochi selezionati e fidati parenti, cedendo parte del patrimonio solo ai meritevoli. Per il 140esimo i meritevoli saranno 500, che potranno ottenere un nettare sinuoso ed elegante, rotondo e suadente, in grado di regalarci la massima espressione di questo vino così celebrato.

Le abbiamo chiesto di raccontarci i suoi vini del cuore, per inaugurare la nostra rubrica dedicata ai preziosi consigli che chi si occupa di vino vuole condividere con noi. Ne è nata una playwine che è come lei: giovane e determinata, concreta e piena di visione.

Barolo Pio – Pio Cesare

È la bandiera della nostra cantina in tutto il mondo fin dal 1881. È prodotto nella maniera classica e tradizionale, ovvero si tratta di un blend di uve Nebbiolo provenienti da diverse posizioni ed esposizioni ubicate in differenti comuni all’interna della zona del Barolo. Rappresenta da sempre la nostra volontà di rappresentare fedelmente il nostro grande terroir nella sua interezza e completezza, rispettandone ed esaltandone le sfumature.

Brut Premièr – Louis Roederer

L’amicizia con la Famiglia Roederer è iniziata nel 2006 quando, dopo una stretta di mano ancora da “gentiluomini” di altri tempi, la Pio Cesare ha iniziato ad essere distribuita in tutta l’America e l’Inghilterra da questa Maison. Il Brut Premier rappresenta idealmente la stessa filosofia che ritroviamo nel nostro Barolo Pio: un blend o cuvée delle migliori posizioni nella rappresentazione più fedele del territorio.

Derthona Timorasso – La Colombera

Il Timorasso è per noi un vino davvero molto interessante per la sua spiccata mineralità e il caratteristico “idrocarburo”. Si tratta di un vino con un grandissimo potenziale di invecchiamento, molto simile al Barolo anche se in “bianco”.

Lowengang – Alois Lageder

Tra gli storici Chardonnay italiani. Ci piace molto la struttura, la potenza e il tocco fine ed elegante. Abbiamo assaggiato alcune vecchie annate ed erano davvero notevoli.

Abbazia di Rosazzo – Livio Felluga

Questo è un vino “del cuore”. L’abbiamo bevuto lo scorso Natale 2020, l’ultimo Natale con ancora la presenza di mio papà Pio Boffa, che è mancato qualche mese fa. Eravamo rimasti davvero molto impressionati dalle note floreali ma allo stesso tempo dalla cremosità e eleganza. 

Passobianco e Passorosso di Passopisciaro

L’Etna è per noi davvero una grande scoperta: il terroir, l’altezza e l’espressione del territorio è davvero molto simili a quello del Barolo e del Barbaresco.

Chi è Federica Boffa Pio 

La playwine è stata stilata da Federica Rosy Boffa Pio, rappresentante della quinta generazione della Pio Cesare. È nata nel 1997 – una delle annate più prestigiose del Barolo e del Barbaresco – e oggi, a soli 23 anni, è la nuova guida dell’azienda, dopo la scomparsa di suo papà, Pio Boffa – quarta generazione – qualche mese fa. Federica è entrata in azienda ancor prima di terminare gli studi in Economia Aziendale a Torino e dal 2019, dopo aver conseguito la laurea, si dedica al 100% alla Pio Cesare. Fin da bambina, ha dimostrato un grandissimo interesse e una grandissima passione per il mondo del vino e oggi si occupa di ogni branca dell’azienda di famiglia: dalle vigne alla cantina, all’amministrazione, al marketing e alle vendite, viaggiando tra i circa 50 paesi in cui esporta i propri vini. In questi mesi Federica, insieme al cugino Cesare Benvenuto, si sta dedicando alle celebrazioni del 140° anniversario della Pio Cesare ed è fortemente decisa a portare avanti la storia e la filosofia di famiglia nel futuro con la stessa passione e determinazione del papà.