SoluzioniRistoranti uniti contro la fame

Nel mondo vi sono sempre più persone che vivono in condizioni di insicurezza alimentare, e i numeri aumentano anche nel nostro Paese. Per far fronte a questo problema scendono in campo organizzazioni e ristoratori per aiutare le persone più vulnerabili

Oggi nel mondo il numero di persone che si trovano in condizioni di insicurezza alimentare continua ad aumentare: secondo gli ultimi dati della FAO (Food and Agriculture Organization), attualmente circa 811 milioni di persone soffrono la fame, a causa delle guerre e dei cambiamenti climatici, nonché per via di situazioni economiche precarie vissute anche da chi si trova in paesi senza conflitti. A peggiorare la situazione è stata la pandemia da Covid-19, che ha reso ancora più difficili gli sforzi per garantire a tutti l’accesso al cibo.

Lo scopo principale rimane quello di porre fine alla fame nel mondo entro il 2030, e assicurare a tutte le persone l’accesso a un’alimentazione sicura. Sono molte le iniziative di solidarietà promosse da associazioni specializzate nella lotta alla fame e alla malnutrizione, tra queste Azione contro la Fame ha da poco dato il via alla settima edizione dell’iniziativa «Ristoranti contro la Fame». L’obiettivo del progetto è quello di coinvolgere i ristoranti in un grande gesto che mira a donare cibo alle persone più vulnerabili, in Italia e nel mondo, e che negli anni passati ha trovato ospitalità in oltre 700 attività della ristorazione italiana, raggiungendo oltre 500 mila persone.

L’edizione di quest’anno, che prenderà concretamente il via il 16 ottobre (in occasione della
Giornata mondiale dell’Alimentazione) e si concluderà il 31 dicembre, prevede che i clienti, all’interno dei ristoranti che aderiranno all’iniziativa, potranno donare due euro con l’acquisto di un «piatto solidale», 50 centesimi scegliendo una «pizza solidale» e altrettanti consumando una bottiglia d’acqua. Un’occasione per tornare a godere del piacere di un pranzo o di una cena, contribuendo, da un lato, al rilancio della ristorazione e, dall’altro, all’impegno per liberare il mondo dalla fame.

I fondi raccolti dall’iniziativa svolgeranno un ruolo cruciale per sostenere le attività sul campo, in particolare gli interventi in Sahel, Libano, India e, per la prima volta, in Italia.

In particolare, in Sahel l’organizzazione sosterrà l’intelligenza artificiale per contrastare i cambiamenti climatici, con un progetto innovativo che combina le immagini satellitari e i dati raccolti dai pastori per monitorare la siccità e guidare gli allevatori verso pascoli migliori; in India, Azione contro la Fame darà seguito alla realizzazione degli «orti giardino», pensati per liberare i più vulnerabili dall’insicurezza alimentare, proiettandoli verso l’autosufficienza; in Libano, il network si occuperà del sostentamento delle comunità di rifugiati con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni socioeconomiche con l’accesso ai beni di prima necessità.

Il progetto promosso in Italia consiste, infine, in un’attività «pilota» che, in un momento di emergenza economica e sociale, mira a contrastare l’insicurezza alimentare nel nostro Paese. L’intervento, nella sua prima fase, coinvolgerà 50 famiglie vulnerabili della periferia di Milano, con l’obiettivo, da parte dell’organizzazione, di estendere l’iniziativa anche in altri territori. D’altra parte, anche in Italia, pur con forme diverse, molte persone vivono una condizione di insicurezza alimentare, tra cui 5,6 milioni in povertà assoluta (secondo i dati Istat).

Saranno tre i cardini del progetto: un contributo alla spesa settimanale, per fornire un supporto nutrizionale immediato; la promozione di una educazione alimentare allo scopo di favorire tra i beneficiari l’adozione di una dieta sana ed equilibrata; la formazione, per migliorare le capacità personali, sociali e professionali utili per favorire l’autonomia e, così, la sicurezza alimentare a lungo termine.

Il comparto della ristorazione lancia così un grande messaggio di speranza: il desiderio di ripresa per un settore nevralgico per l’economia italiana, che è ancora vivo ed è rappresentato proprio dalla solidarietà espressa dagli chef.

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