In campagna elettoraleSalvini ora promette il nucleare e quota 100 anche nel 2022

Il leader leghista sulla Stampa rivendica il Green pass «più ragionevole». E dice che con Draghi «ci sentiamo e ci messaggiamo spesso». E sulle amministrative: «A Roma vince Michetti». Oggi, intanto, sarà in Vaticano per parlare di Afghanistan e ddl Zan

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

«Da un Green Pass più ragionevole alla conferma di Quota 100 anche per il 2022 sto lavorando su molti tavoli e i risultati arrivano». Il leader della Lega Matteo Salvini lo dice alla Stampa, dopo aver fatto la seconda dose di vaccino, mentre si prepara ad andare in Vaticano per incontrare monsignor Gallagher, potentissimo segretario per i rapporti con gli Stati. E a meno di un mese dalle amministrative, scommette sulla vittoria di Michetti a Roma.

Il rapporto con Draghi, nonostante le turbolenze nella maggioranza, assicura che «è molto positivo. Ci sentiamo e ci messaggiamo spesso. E ci confrontiamo ogni volta che c’è un problema. Mi pare che le cose funzionino».

Quanto ai rapporti col Vaticano, dice, «non ho mai avuto grandi relazioni, però tra Afghanistan, G20 e sfide per la vita abbiamo molte cose da dirci». Laddove per «sfide per la vita» Salvini intende «il ddl Zan, il supermarket dei bambini e degli uteri in affitto, lo ius soli, l’Islam. Tutti temi sui quali mi piacerebbe confrontarmi e di cui oggi parlerò con il Cardinal Gallagher». Anche perché, assicura che lui e Bergoglio non sono così distanti sul tema dell’accoglienza dei migranti e che «molti sacerdoti hanno condiviso le mie scelte da ministro dell’Interno».

Ma sulla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese la pensa diversamente da Draghi. «Io, confortato dai numeri, penso il contrario. E lo penso anche per quello che riguarda i sequestri, la lotta alle mafie e persino i rave party, per cui siamo diventati lo zimbello d’Europa».

Però, dice, ora «faccio un fioretto: di Letta e Conte non parlo più e smetto di rispondere agli insulti». Ma con Draghi «troviamo spesso soluzioni comuni. Penso al no al Green Pass per i mezzi pubblici, ai tamponi rapidi e gratuiti, al risarcimento per danni eventualmente subiti dai vaccini e anche alle cartelle esattoriali. Persino sull’ora di ginnastica alle elementari fatta da laureati in scienze motorie, una versa svolta. E conto di trovare un alleato in Draghi anche sul nucleare. Siamo l’unico paese del G8 a non averlo».

Poi c’è quota 100, che scade a fine anno. «Quota 100 è viva, costa 400 milioni e io lavoro perché resti anche nel 2022», dice Salvini. «Ne parlavo oggi con Colao. Pensi alla digitalizzazione della pubblica amministrazione: meglio avere un venticinquenne che sa tutto dei computer o un sessantatreenne stanco?». Il problema, però, è che lo scivolo pensionistico ideato dalla Lega non ha portato a nessun ricambio generazionale.

Ma il fronte più caldo per la Lega è quello di vaccini e Green Pass. Il Carroccio dice no al certificato allargato e all’obbligo di vaccino. «Perché le persone si convincono in modo diverso. Gli obblighi spingono alla fuga, i ragionamenti alle scelte giuste. Semplice», dice Salvini. Ma no alla violenza dei No Vax. «Io sono per la pace. Per la Green Pax. E non vorrei che sopravvalutassimo certe fazioni».

Intanto, manca poco pure alle amministrative. La Lega sembra arrancare nei sondaggi. Ma Salvini dice: «A Trieste vinciamo noi al primo turno. E io non escludo neanche a Torino. Nelle altre città andiamo al ballottaggio. Basta vincere in due città per migliorare rispetto alle ultime amministrative». E a Roma? «Credo che vincerà Michetti. Ma tra Calenda e Gualtieri non mi stupirei se a ridere fosse la Raggi».

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club