Matrice chiaraSecondo il costituzionalista Clementi, il governo può sciogliere subito Forza Nuova

«Sulla base degli elementi fattuali di questi giorni, i 38 feriti fra le forze dell’ordine, il materiale documentale prodotto dalla stampa», l’esecutivo ha «tutti gli elementi per intervenire». Anche per decreto

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

l leader Partito democratico Enrico Letta e la presidente Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, chiedono al governo di mettere fuorilegge Forza Nuova, il partito che rivendica l’assalto alla sede nazionale della Cgil. Ma è possibile? Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato all’Università di Perugia, alla Stampa risponde di sì. Anzi, l’esecutivo può farlo subito, anche per decreto.

Fin qui però Forza Nuova è stato un movimento che ha potuto persino presentarsi alle elezioni. «L’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione impone di tutelare anche movimenti come quello. In Germania, ad esempio, le regole sono più rigide», dice Clementi.

In Italia, il divieto di ricostituzione del partito fascista è previsto dalla «dodicesima disposizione finale della Costituzione che vieta la riorganizzazione sotto qualunque forma di quel partito. Tuttavia, l’applicazione di quella disposizione – ai sensi della legge Scelba del 1952 – dice che il divieto scatta quando un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, “usando o minacciando la violenza quale metodo di lotta politica, o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”».

Nel caso di incitamento all’odio razziale, «entra in gioco anche l’articolo 604 bis del codice penale. Accadde nel 2000, con sentenza del giudice, quando il ministero dell’Interno ordinò lo scioglimento del Fronte Nazionale».

Esistono altri precedenti. «Altri due», risponde Clementi. E «risalgono entrambi agli anni Settanta. La prima volta nel 1973 nei confronti di Ordine Nuovo, contro il quale intervenne il ministero degli Interni, senza attendere una sentenza». E «il secondo caso è del 1976 nei confronti di Avanguardia Nazionale. Anche in quel caso si trattava di riorganizzazione del partito fascista».

E quindi nel caso di Forza Nuova che può accadere? «I fatti di questi giorni imputabili a Forza Nuova rientrano chiaramente fra le fattispecie previste dalla legge Scelba, che vieta riunioni pubbliche di esaltazione del fascismo. Però per metterli fuorilegge non basta la mera rievocazione. Per dirla più chiaramente, finché i seguaci di Forza Nuova si incontrano e cantano Faccetta Nera, restano nell’alveo della libertà di espressione».

E dove si colloca allora il confine? «Avviene di fronte ad una chiara apologia del fascismo, cioè a una pubblica esaltazione di fatti o metodi propri dei fascisti». E l’assalto alla sede della Cgil «lo è, perché c’è stato uso della violenza». Quindi, ribadisce Clementi, «per come sembrano essersi svolti i fatti, il caso rientra fra le fattispecie previste dalla legge Scelba. Ovvero una manifestazione ripetuta ed evidente di metodi violenti».

Per mettere Forza Nuova fuorilegge ci sono due strade: «La prima: una sentenza di un giudice penale che certifichi la ricostituzione del partito fascista. In questo caso il ministro per gli Interni, sentito il Consiglio dei ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni». Oppure, «il governo, di fronte al conclamato ed evidente manifestarsi delle ragioni indicate dalla legge Scelba, può adottare un decreto legge di scioglimento senza attendere un giudice».

Ma Clementi è convinto che «sulla base degli elementi fattuali di questi giorni, i 38 feriti fra le forze dell’ordine, il materiale documentale prodotto dalla stampa, penso che il governo abbia tutti gli elementi per intervenire».

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