BiginoLa teglia, l’arrosto e l’aceto multitasking

Del perché usiamo prodotti alimentari per sgorgare lavandini e ci riempiamo la casa di elettrodomestici inutili. Il meglio della nostra settimana gastronomica al netto delle più celebri fake news

Caricovariabile ha una missione: convincerci a non farci usare dagli elettrodomestici, ma dominarli come dovrebbe essere. Sono macchine, non miracoli. Ogni giorno questa spigliata e ironica ragazza che si definisce elettrodivulgatrice cerca di smontare, sulla sua seguitissima pagina su Instagram, tutti i falsi miti legati agli elettrodomestici, alla loro manutenzione e alla pulizia della casa. Ma soprattutto ci aiuta a non essere vittime dell’ultimo lancio del mercato, a non farci sedurre dall’elettrodomestico che promette di fare cose mirabolanti che poi, alla fine, si rivela una ciofeca che prende polvere sul ripiano in alto della dispensa. Con senso di colpa annesso.

TRAMEZZINI
Qualche giorno fa si è messa d’impegno e ha messo insieme le regole auree per non rovinare i nostri preziosi alleati, quelli veri, quelli che ci hanno cambiato la vita, quelli senza i quali la nostra quotidianità sarebbe peggiore, come lavastoviglie e lavatrici. Niente sale, niente aceto, niente bicarbonato. Meno che mai limone. Quei favolosi rimedi della nonna, che nell’immaginario collettivo sono salvifici e pensiamo possano essere utili per essere più sostenibili, spesso, sono un disastro per gli elettrodomestici, costituiti da materiali che con agenti così corrosivi possono rovinarsi irrimediabilmente.

La sapete un’altra verità? Il ciclo breve consuma più del ciclo lungo. Perché è molto più intenso e ha bisogno di molta più energia. Ci si poteva arrivare, in effetti. Ma in un mondo che vede il risparmio di tempo, persino quello di una lavatrice che una volta riempita e fatta partire non ha più bisogno di noi, come l’unica salvezza possibile, abbiamo creduto che fare più in fretta corrispondesse anche a risparmiare. Sbagliato.
Il piccolo esempio specifico ci porta a una riflessione più ampia. Intanto, come al solito, il mondo è molto più complesso di quanto pensiamo. E quando tentiamo di semplificarlo, lo impoveriamo al punto da perdere completamente il senso delle cose. Semplificare per rendere comprensibile è una delle attività umane più complesse.
Poi, le credenze popolari, spesso, sono appunto credenze, e alla valutazione scientifica crollano miseramente. Se utilizziamo un approccio scientifico verso tutto l’universo che ci circonda (il mondo attuale dovrebbe andare in questa direzione) perché poi usiamo l’aceto per sgorgare lavandini?

Eppure, spesso, le persone che leggono questa fake news rimangono ancorate alla loro idea di base.

Mi torna in mente una storiella di qualche anno fa. Per fare l’arrosto, una signora tagliava la carne sui due lati, in modo che fosse pareggiata e a forma di parallelepipedo. Il marito le chiese perché lo facesse. “Viene meglio così, me l’ha insegnato la mamma”. Il signore, incuriosito, chiese alla suocera, che rispose nello stesso modo: “Me l’ha insegnato mia madre”. Il signore andò alla radice del problema e finalmente capì l’arcano. La mamma della suocera, che aveva iniziato il procedimento, lo freddò con la sua risposta: “Uso questa teglia, e se non taglio le due estremità, l’arrosto non ci sta”.

Siete proprio sicuri di sapere qual è il motivo vero per cui fate le cose?

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