Altri 7 miliardiDraghi assicura che il governo interverrà di nuovo sulle bollette

Il presidente del Consiglio, in visita al porto di Genova, ribadisce la fiducia nel Pnrr e ricorda l’impegno dell’esecutivo per contrastare la crescita dei prezzi. La stabilità, aggiunge, passa per una ripresa economica sostenuta, equa e sostenibile

AP Photo/Domenico Stinellis

Presto ci sarà un nuovo decreto sulle bollette e sarà di ampia portata. Lo assicura il premier Mario Draghi da Genova, dove è tornato ieri per promuovere il Pnrr. Il Piano, spiega, coi fondi europei sosterrà crescita e stabilità del Paese nel medio periodo. Mentre il governo non «dimentica famiglie e imprese in difficoltà» e, anzi, sta lavorando a un nuovo provvedimento per calmierare gli aumenti di luce e gas.

Il prezzo dell’energia elettrica nei primi tre mesi dell’anno è raddoppiato (+55%) e poco meno ha fatto il gas (+41,8%), creando problemi non solo alle attività produttive ma anche ai sindaci, che stasera in protesta spegneranno le luci dei monumenti, degli uffici pubblici, alle Asl e agli ospedali.

Il nuovo intervento potrebbe valere tra i 5 e i 7 miliardi, come ha spiegato la sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra. Si comincia da circa 4 miliardi provenienti in parte dalla prima mini tassazione degli extraprofitti realizzati dagli impianti a fonti rinnovabili. Altre risorse dovrebbero arrivare dalla destinazione dell’intero incasso delle aste di Co2 alla riduzione delle bollette.

Ma la ricerca dei fondi è in corso e il perimetro dell’intervento sarà definito nel dettaglio solo quando si avrà un quadro chiaro delle risorse. Che non saranno a deficit perché, almeno per il momento, a Palazzo Chigi e al Mef si continua a escludere il ricorso a uno scostamento di bilancio.
Le bollette sono una delle questioni più serie perché rappresentano una mina sulla strada della ripresa, come ribadisce il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Ma il governo ne è ben consapevole, tanto che si appresta a varare il quarto intervento in pochi mesi senza perdere la fiducia nella capacità dell’economia di superare la congiuntura e mantenere una crescita «sostenuta, equa e sostenibile» che è «il miglior custode della stabilità», ha ribadito Draghi visitando oltre al Porto di Genova anche il cantiere del Terzo Valico.

Per la prima uscita dell’anno il presidente del Consiglio ha scelto una città che è diventata «modello» perché ha mostrato al Paese intero «come ripartire dopo una tragedia».

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