La distanza da Salvini e MeloniRenata Polverini fa da mediatrice su «ius scholae» e fine vita

La deputata di Forza Italia si rivolge agli alleati di centrodestra: «I loro figli vanno a scuola, no? Li accompagnino, vadano a prenderli: si accorgeranno che ci sono tanti bambini che con i nostri condividono tutto, che non si sentono diversi per il colore della pelle. Sono amici. Come puoi dire che quel bambino non è italiano?». E sul suicidio assistito: «Al Senato forse i numeri sono un po’ più stretti, ma ci sono i tempi e le condizioni per farlo. Sono ottimista»

(Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

Lo scorso mercoledì, la commissione Affari costituzionali della Camera ha adottato come testo base sulla riforma della cittadinanza quello presentato da Giuseppe Brescia del Movimento Cinque Stelle, che prevede il cosiddetto ius scholae, ovvero la cittadinanza per chi ha fatto un percorso scolastico in Italia. La legge, se approvata, estenderebbe la possibilità di ottenere la cittadinanza ai bambini e alle bambine nati in Italia o arrivati prima di avere compiuto 12 anni, dopo aver frequentato le scuole per cinque anni.

Il testo è passato in commissione sia con i voti favorevoli di centrosinistra e Movimento Cinque Stelle sia con quelli di Forza Italia. Hanno votato invece contro Lega e Fratelli d’Italia, e Coraggio Italia si è astenuta.

Renata Polverini, deputata di Forza Italia, è la mediatrice che ha convinto il partito di Silvio Berlusconi a votare per lo ius scholae. E in un’intervista alla Stampa spiega il perché. «Sulle cose a cui tengo», dice, «sono come una goccia cinese». E nella giornata di ieri, la Camera ha dato il via libera anche al testo sul suicidio assistito, che ora passerà al Senato, dove però i numeri sono in bilico. «Sembravamo immobili, invece in due giorni è cambiato il mondo», commenta Polverini. «Di strada ce n’è ancora tantissima, lo so. Però il Parlamento tanto vilipeso e considerato un orpello, in un momento così drammatico per il mondo, ha dato dimostrazione di esserci, su due argomenti che molti davano per archiviati. Una grande soddisfazione».

Ma come ha convinto Forza Italia a votare lo ius scholae? «Il presidente della commissione Brescia è venuto da me e mi ha detto che era il momento di adottare un testo base. Io ne avevo presentato uno la scorsa legislatura e questo è molto simile. Mi ha chiesto quali erano le posizioni del centrodestra. Mi sono relazionata con lui e con i colleghi del Pd e, grazie alle motivazioni giuste, abbiamo trovato le condizioni perché il gruppo di Forza Italia potesse esprimersi a favore», racconta.

«Parliamo di bambini che crescono in Italia da genitori regolari e che con questa legge potrebbero anticipare un percorso per la cittadinanza che già esiste. Quando si parla di bambini è difficile tenere una posizione di netta chiusura. Difficile essere ostili a questo testo», spiega. Lega e Fratelli d’Italia, alleati di Forza Italia, hanno però votato contro. Eppure, dice, «mi aspettavo in commissione un atteggiamento ostile della Lega, invece non c’è stato, sono rimasta molto sorpresa. Anche l’intervento di Fratelli d’Italia è stato molto cauto. Coraggio Italia si è astenuta, sono disposti a collaborare. Ripeto: parliamo di bambini».

E a Salvini e Meloni poi dice: «I loro figli vanno a scuola, no? Li accompagnino, vadano a prenderli: si accorgeranno che ci sono tanti bambini che con i nostri condividono tutto, che non si sentono diversi per il colore della pelle. Sono amici. Come puoi dire che quel bambino non è italiano? O che è uno strumento per fare entrare in Italia i clandestini? Sono posizioni contro la storia».

E Berlusconi? «A domande dirette sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia ha sempre detto sì», risponde. «Su questa legge ci siamo sempre ispirati al pensiero liberale di Forza Italia. I diritti, inoltre, fanno emergere una questione: o Forza Italia torna a essere quel partito che era o se si uniforma alle altre posizioni di destra non svolge il suo ruolo. Questo è lo spirito di Forza Italia, l’abbiamo ritrovato».

E la deputata di Forza Italia è anche ottimista sulla legge per il suicidio assistito. «Al Senato forse i numeri sono un po’ più stretti, ma ci sono i tempi e le condizioni per farlo. Sono ottimista», dice. «Ho avuto la sfortuna di perdere mio padre a due anni. Mia mamma si è risposata con una persona che ho amato, che ho considerato mio padre. Una lunga malattia lo ha portato a letto per sette mesi, in casa. Faceva l’agronomo e scriveva tutti i giorni: si appuntava il meteo su agende di carta. Le ho conservate tutte. Steso a letto ha capito che quella non era più la sua vita. Non riusciva più a scrivere e mi ha dettato due lettere, da consegnare a mia mamma e al nipote medico dopo la sua morte. Ieri, quando ho votato a favore, ho pensato a ciò che c’era scritto in quella lettera».

E sulla riforma della cittadinanza, «sono anche più ottimista. Col testo base siamo già a un ottimo punto di mediazione. Mi hanno chiamato tanti colleghi, c’è voglia di collaborare. Penso che da Forza Italia arriveranno numeri importanti, sia alla Camera che al Senato».