Aspettando TuttoFood 2023I trend alimentari del prossimo futuro

In attesa che si riaccendano i riflettori della kermesse in programma dall’8 all’11 maggio del prossimo anno a Rho Fiera Milano, una panoramica a medio termine su previsioni d’acquisto e rete distributiva

Il 2022 è anno sabbatico per TuttoFood, la fiera internazionale B2B organizzata a Milano ogni due anni per celebrare non solo la produzione nazionale di qualità, ma anche la migliore offerta internazionale, sponsorizzata da espositori provenienti da tutto il mondo. L’evento rappresenta una delle più grandi, complete e innovative manifestazioni per l’intero ecosistema agro-alimentare e, oltre a essere un punto di riferimento nel mondo per i produttori e distributori dei prodotti di qualità dell’intera filiera di questo comparto, è anche un’occasione preziosa per fare il punto sulla situazione del settore food & beverage e guardare al futuro progettando innovazioni in sintonia con i nuovi trend di consumo e le nuove dinamiche di mercato espressi dalla food community mondiale. In attesa che si riaccendano i riflettori sul palcoscenico del mondo alimentare, con la nuova edizione di TuttoFood 2023 in programma dall’8 all’11 maggio del prossimo anno a Rho Fiera Milano, gli osservatori del settore non hanno rinunciato a fare pronostici sull’evoluzione dello scenario dei consumi alimentari e sulle performance dei diversi canali d’acquisto e distribuzione, a partire dalle tendenze delineatesi, almeno in Italia, tra la fine del 2021 e l’inizio dell’anno in corso.

Tra novità e conservatorismo
Dall’attrazione verso i nuovi stili di vita e di consumo incoraggiarti anche dalla pandemia (come asporto e delivery), al recupero di categorie merceologiche trascurate negli ultimi anni (come la gastronomia e i piatti pronti), dalla maggiore indulgenza verso alcuni tipi di comfort food (dolci e fuori pasto), alla tenuta di alcuni trendsetter consolidati, come il settore salutistico (seppur con uno spostamento del focus dal “biologico” e “free-from” ai cibi ad alto contenuto proteico); i nuovi trend alimentari fotografati dalle statistiche di IRI (leader nelle ricerche di mercato, analisi, insight e piattaforme tecnologiche di supporto alla crescita delle aziende del largo consumo) sembrano seguire tendenze diametralmente opposte, ma non incoerenti né inconciliabili tra loro.

Artigianale e local
La ricerca di gusti tradizionali, autentici e genuini continua a contraddistinguere i consumi degli italiani, così come la predilezione per i marchi Doc e Dop e l’attenzione all’artigianalità e sostenibilità dei processi produttivi, sia dal punto di vista ambientale sia per quanto riguarda il benessere degli animali. Gli ingredienti del territorio e le ricette tipiche locali surclassano gli “intrusi” esotici, anche se la crescente richiesta di proposte salutistiche da parte di un consumatore sempre più attento alla naturalità e semplicità di ciò che gli viene servito a tavola, porta spesso a rivisitare in chiave healthy i piatti della tradizionale, salvaguardando gli aromi forti, ma riducendo l’uso di sale e grassi aggiunti (burro, margarine e strutto).
La pandemia ha modificato molto le abitudini di consumo nel settore, con effetti che continuano a farsi sentire. Se da un lato il lockdown ha stimolato la voglia di cucinare a casa e di sperimentare nuove ricette per valorizzare il tempo trascorso tra le mura domestiche, anche il settore grocery (che raccoglie ben 1,7 miliardi su quasi 4 miliardi di spesa complessiva nella Gdo) ha registrato nel 2021 un’impennata come non si vedeva da tempo, con un boom di prodotti confezionati, precotti e surgelati, che ancora nel primo trimestre del 2022 hanno mostrato una crescita a doppia cifra in quasi tutte le categorie merceologiche, seppur con una predominanza dei prodotti di qualità. Segno che la rinnovata predilezione per il buon cibo di qualità non rinuncia alla ricerca di soluzioni pratiche, ready to eat o comunque di facile preparazione.

Il boom dell’online
Anche i canali di acquisto sono cambiati. Ormai la spesa online non rappresenta più un’abitudine di nicchia ma è una pratica comune nella famiglia media, che resiste nonostante un lieve calo del giro d’affari alla fine del 2021. Contemporaneamente la crescita esponenziale dell’asporto e del delivery ha spinto le aziende che operano mondo del food a rinnovarsi anche sul fronte del packaging, ripensando il modo in cui i prodotti vengono impacchettati, presentati e consegnati in modo da migliorarne la conservabilità e l’aspetto, aumentare la qualità dell’esperienza di chi li riceve, ridurre gli sprechi di cibo e l’impatto ambientale degli imballaggi, incoraggiando anche il consumatore finale ad adottare comportamenti più etici e compiere scelte più sostenibili.

Desiderio di normalità
Nell’attuale panorama del food non manca la voglia di novità, che tuttavia si scontra con il desiderio di ritornare a uno stile di vita e di consumo “rassicurante”, simile a quello dello scenario pre-pandemico. Se dunque si nota una ripresa delle referenze tradizionali negli acquisti compiuti nei punti vendita, da parte loro sono proprio i marchi consolidati del food a guidare il cambiamento e a incoraggiare i consumatori ad un “ritorno al passato”. Spesso infatti sono proprio le aziende storiche quelle impegnate a implementare la loro offerta di prodotti, con investimenti che guardano alla rinnovata freneticità dello stile di vita, alla frammentazione dei momenti di consumo (di cui snack e aperitivi sono l’emblema) e, quindi, alla ricerca di praticità da parte di un consumatore che, tuttavia, non vuole rinunciare alla creatività e al tocco gourmet dei pasti sperimentato durante la pandemia. A fare un pronostico dei prodotti alimentari più innovativi che andranno per la maggiore nei prossimi mesi è proprio la piattaforma internazionale TuttoFood, che grazie alle numerose partnership con associazioni di categoria del settore food, analisti e mondo accademico, gode di un osservatorio privilegiato sul panorama dei trend alimentari che si delineano in nuce sulla scorta dei fenomeni più accattivanti del passato più recente.

La Top 5 degli ingredienti più “cooldestinati a stimolare il mercato e la curiosità di chi fa la spesa include alcuni vincitori della prima edizione di Better Future Award 2021, il riconoscimento istituito da Gdoweek e Mark Up in occasione dell’ottava edizione di TuttoFood con lo scopo di premiare le eccellenze del settore presenti alla manifestazione che, secondo una giuria di esperti, si sono distinte per etica e sostenibilità, packaging e innovazione.

1. Aceto di datteri
Si chiama Palmiro ed è la new entry della Casa Olearia Taggiasca Srl che ha conquistato il 3° posto nella sezione Innovazione del Better Future Award 2021. Si tratta di un prodotto senza alcool, ottenuto dalla fermentazione del succo di datteri, che una volta trasformato in aceto, viene miscelato a un concentrato naturale degli stessi frutti. Questo processo esalta il colore bruno e la densità del condimento e gli conferisce un aroma fruttato rotondo, armonico ed equilibrato che lo rende adatto a insaporire salse, insalate, verdure cotte o crude, carni bianche, salumi, formaggi, frutta fresca o cotta, yogurt, gelati, semifreddi e cocktail.

2. Olio bio di cocco e avocado
Un condimento salutare, versatile, dal gusto leggero e adatto anche ai vegani:
Cocado di Compagnia Alimentare Italiana SpA è l’unico blend di oli esistente sul mercato italiano e internazionale che unisce tutte le qualità del cocco vergine biologico e dell’avocado in una fonte di grassi buoni ed energia subito disponibile per muscoli e cervello. Se inserito nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata aiuta a mantenere bassi i livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue, migliora l’assorbimento dei sali minerali. Adatto come sostituto del burro e dell’olio evo tradizionale, si presta bene all’utilizzo a crudo ma anche per cuocere ad alta temperatura, in padella o in forno.

3. Spaghetti “speciali”
La versione superfood di uno dei cibi italiani più famosi al mondo è stata protagonista di Cibus (Parma, 31 agosto – 3 settembre 2021), dove oltre alla “classica” pasta con estratto di alga spirulina, hanno debuttato anche gli spaghetti di Rustichella d’Abruzzo ai gusti matcha e ginseng, carbone vegetale, curcuma e zenzero, dragon fruit e ribes nero. Già distribuiti sugli scaffali della Gdo, hanno il merito di coniugare l’innovazione salutistica con la tradizione della dieta mediterranea, rilanciando un prodotto tutto Made in Italy dentro e fuori dai confini nazionali.

4. Snack salutari
La frutta secca a guscio resta in cima alla classifica degli spuntini salutari, ma l’ultima tendenza è quella di amplificarne le virtù abbinandola a superfood e altri ingredienti benefici, utilizzandola anche come complemento a diverse ricette. In questa direzione vanno anche altri prodotti innovativi, come gli snack Naturali di Pedon (in cima al podio Innovazione del Better Future Award), a base di legumi tostati (ceci, piselli, lenticchie, fave, edamame), leggeri, ricchi di fibre e proteine, senza conservanti nè glutine. Adatti a diverse occasioni di consumo, contengono anche diverse combinazioni di semi, frutta e verdure, in diverse combinazioni (quinoa, semi di girasole, semi di zucca, cipolla, zenzero e mirtilli).

5. Teff etico e sostenibile
Il teff è un cereale antico originario del Corno d’Africa, da secoli alla base della dieta del popolo etiope, naturalmente privo di glutine, ricco di fibre e aminoacidi, e a basso indice glicemico. Per questo è sempre più richiesto non solo dal settore dei prodotti per celiaci ma anche come potenziale superfood. La pasta a marchio Felicia che lo vede protagonista viene prodotta grazie al progetto Esfai (Ethiopian Sustainable Farming & Agriculture Initiative), il programma di sostegno delle cooperative di agricoltori locali promosso da Andriani SpA Società Benefit, che nel 2021 ha conquistato il 1° premio per Etica e sostenibilità. L’iniziativa mira ad aumentare la produttività introducendo nuovi strumenti meccanici e un nuovo sistema di organizzazione del lavoro in tutte le fasi, in modo da istituire una filiera più moderna, etica e sostenibile da punto di vista sociale, economico e ambientale in tutte le fasi.

Insomma, quali che siano i trend alimentari del prossimo futuro, al centro delle innovazioni nel campo del food restano sempre le persone, le loro esigenze, richieste e opportunità presenti e prossime. Agli operatori del settore spetta il compito di assecondarle, ma anche di indirizzarle in chiave più positiva, anticipando bisogni che non si sono ancora delineati e preservando la possibilità di godere anche in futuro, di un cibo più buono, in un mondo più equo e più sano.

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