In-patIn Valle Isarco si va alla scoperta dei vini del Nord

Una piccola enclave di viticoltura del Nord Europa in Alto Adige dà origine a bottiglie di bianchi minerali e piacevolissimi, che ci offrono una visione enologica nuova, premiante anche in termini economici

Più 23% sui ricavi rispetto al 2021, più 20% rispetto all’anno record 2019. La più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige è passata dai 6.300.000 di euro di fatturato del 2021 ai 7.600.000 di euro del 2022, con un incremento di fatturato costante negli ultimi anni. Uno sviluppo e una crescita anche in termini di soci che portano Cantina Valle Isarco a 135 soci e 150 ettari di vigneti in 11 Comuni, da Bolzano fino a Bressanone.
Un successo che è dovuto in gran parte alla capacità imprenditoriale ma anche alla peculiarità dei vini di questa azienda, che sono un fiore all’occhiello dell’Alto Adige e raccontano degli scambi positivi tra Sudtirolo e Paesi del Nord.

Qui i vitigni che la fanno da padrone sono infatti gli stessi che caratterizzano l’Austria e la Germania: il clima simile e il terreno minerale di queste zone ben si conciliano con la capacità di questi produttori di mettere a dimora tipicità meno comuni altrove, che vengono apprezzate dai locali ma sono anche delle “chicche” amate dagli appassionati che sempre di più si stanno aprendo a queste scoperte.

Il risultato del 2022 è frutto di una crescita in tutti i settori – Ho.Re.Ca. Italia, export, eCommerce – che ha portato alla vendita di 1.050.000 bottiglie (erano con 900 mila nel 2021). Ma sono le tipologie a stupire: la più venduta è stata il Kerner, per un totale fra le varie linee (Classica, Aristos e Sabiona) di 240.000 bottiglie; seguono Sylvaner, Gewürztraminer, Müller Thurgau e Grüner Veltliner.
Non avete mai sentito queste denominazioni? È perché non siete mai passati da qui. Eppure questi vitigni sono famosissimi all’estero.

Il Kerner è un vitigno semi-aromatico a bacca bianca. Viene coltivato in Germania, Austria, Svizzera e anche in questa zona dell’Alto Adige, dove è davvero parte della tradizione enologica e sociale. La sua storia è affascinante: è l’unico vitigno che non porta il nome del suo inventore, August Herold, ma è stato dedicato da chi l’ha creato, incrociando Schiava e Riesling, a Justinus Kerner, medico tedesco con la passione per la poesia. Fresco e fruttato, dal profumo intenso, questo vitigno che resiste bene alle basse temperature dà origine a vini con una acidità contenuta ma di buon corpo, piacevoli da bere e da abbinare a antipasti e piatti di verdure.

Ma se questa varietà è relativamente recente, data infatti 1929, qui ce n’è una pochissimo conosciuta in Italia che affonda le sue radici nel passato, addirittura si dice risalga al XVI secolo. È il Grüner Veltliner che se da noi è scarsamente riconosciuto, in Austria è praticamente il vitigno nazionale, e rappresenta un terzo della produzione, ed è coltivato in ogni angolo del paese. Potremmo metterlo a metà tra un Riesling e un Sauvignon, è fresco e sapido, e ha un corretto equilibrio tra zucchero, acidità e ricchezza polifenolica. Carni bianche, verdure ma anche piatti speziati sono i suoi abbinamenti elettivi.

Completa la triade il Sylvaner, che su questi pendii freschi e soleggiati sviluppa il suo corpo vivace e la sua acidità. Le sue note minerali e i suoi profumi di mela, pesca e menta si associano ad aromi di erbe e note di fieno appena falciato. Grazie a questa interessante composizione, il Sylvaner è considerato un vero “ambasciatore” dei vini altoatesini d’impronta alpina. Speck, salumi in generale e piatti di pasta o riso sono la sua naturale compagnia a tavola.

Il successo di Cantina Valle Isarco sicuramente è dovuto anche al grande lavoro di comunicazione del territorio in cui è fortemente radicata e che punta a interpretare con lungimiranza. Nasce in quest’ottica la nuova etichetta della linea Aristos che debutta sul mercato a ottobre: «Abbiamo un territorio meraviglioso – afferma Gratil – che ci dona vini unici per sapore, aroma e profumo e, quindi, è giusto puntare su di esso valorizzandolo. A breve rilasceremo il primo vino rosso della nostra linea di punta Aristos. Si tratta di un Pinot Nero interpretato da un territorio di montagna come il nostro, quindi diverso dal classico stile altoatesino a cui siamo abituati. Crediamo che i cambiamenti climatici costringeranno a trovare nuovi territori vinicoli anche per questo vitigno, alzando la quota e qui il Valle Isarco certo le altitudini non mancano. Questo, comunque, resta un prodotto di nicchia, i nostri portabandiera resteranno sempre Kerner e Sylvaner».

Il Pinot Nero Aristos, annata 2020, è prodotto in sole 2mila bottiglie, ed è un vero e proprio Pinot Nero di montagna: elegante, con un frutto ben croccante grazie all’altitudine a cui vengono allevati i vigneti, racconta di ciliegia in primis, con tocchi di lampone e susina matura e solo un piccolo accenno di spezie calde. Un vino agile e versatile negli abbinamenti, che completa la gamma proposta dalla cantina.