La rivoluzione delle ideeLe quattro proposte del Terzo Polo per la maggioranza e l’opposizione

In una conferenza stampa a Montecitorio Carlo Calenda ha presentato progetti su salario minimo, sanità, industria 4,0 e Casa Italia: «La politica non può ridursi alla destra che approva reati e la sinistra che va in piazza»

LaPresse

Introdurre una legge sul salario minimo; attuare un piano straordinario per le liste di attesa nella sanità e uno per i Pronto Soccorso; rifinanziare industria 4.0 con i fondi del PNRR estendendola alla transizione ecologica e ripristinare la struttura di missione “Casa Italia”. Sono queste le quattro proposte – due per l’opposizione e due per la maggioranza – che Carlo Calenda, assieme a Elena Bonetti, Luigi Marattin, Silvia Fregolent e Matteo Richetti, hanno presentato in una conferenza stampa a Montecitorio. «La politica non può più essere rumore. L’unica rivoluzione che serve al Paese è quella delle proposte, della serietà e del buongoverno. La politica non può ridursi alla destra che approva reati e la sinistra che va in piazza», ha dichiarato Calenda.

Salario minimo
Il Terzo polo propone di introdurre un salario minimo di 9 euro l’ora a tutti i lavoratori dipendenti e a tutti i lavoratori saltuari e parasubordinati i cui corrispettivi economici sono determinati su base oraria (indipendentemente dalla tipologia di contrattualizzazione). Per realizzare questa riforma serviranno almeno 12 mesi alle parti sociali per definire in nuovi contratti collettivi nazionale di lavoro in modo da “coprire” i lavoratori attualmente scoperti e per adeguare al nuovo salario minimo i corrispettivi economici definiti nei CCNL vigenti. Per finanziare questa manovra il Terzo Polo propone di abolire le tasse sui premi di produttività fino a seimila euro l’anno. Attualmente, l’aliquota fiscale del 5 per cento si applica solo agli importi inferiori a tremila euro. E soprattutto di non tassare gli aumenti salariali derivanti dalla contrattazione di secondo livello.

Diminuire le liste di attesa nella Sanità
In Italia tra il 2020 e il 2021 non sono state effettuate 98 milioni di prestazioni sanitarie a causa della pandemia Covid-19, e i tempi di attesa arrivano fino a 24 mesi per una mammografia e 13 mesi per una ecografia. Per questi motivi la spesa in sanità privata è arrivata a circa 40 miliardi di euro. Il Terzo Polo propone di abbattere le liste di attesa e smaltire 30 milioni di visite ambulatoriali in arretrato (13 milioni di prime visite + 17 milioni di visite di controllo) investendo 10 miliardi di euro. Una cifra importante che però secondo il Terzo Polo può essere coperta con gli 11 miliardi di euro derivanti da maggiori entrate ottenuta con la crescita economica (superiore alle previsioni iniziali) e minori spese, come per esempio il minor costo dell’energia e la contabilizzazione dei crediti di imposta edilizi negli anni precedenti. Per smaltire le restanti 68 milioni di prestazioni, Calenda propone di affidare alle strutture accreditate le prestazioni che il pubblico non riesce a erogare in 60 giorni. 

I riformisti propongono una soluzione pratica per riorganizzare il sistema dei ticket sanitari istituendo un unico Centro Unico di Prenotazione (CUP) per ogni Regione o Provincia. Inoltre i cittadini non dovrebbero pagare il costo della prestazione per poi essere rimborsato dalla ASL ma dovrebbero pagare esclusivamente il costo dell’eventuale ticket.

Assumere medici, diminuire la fila al Pronto soccorso
Sempre sulla sanità, il Terzo Polo propone di potenziare il reclutamento dei medici di Pronto Soccorso, rendendo più attrattivo il reparto. Come? Aumentando le indennità, riconoscendo il lavoro nei Pronto Soccorso come lavoro usurante, esonerando il personale dai turni notturni dopo una certa età, attribuendo un numero di ferie aggiuntivo e garantendo un’idonea copertura assicurativa. L’obiettivo è quello di aumentare la qualità e quantità dei medici, vietando la pratica dei “dottori a gettone” e assumendo i medici specialisti in formazione sin dal primo anno. 

Il numero di accessi impropri al pronto soccorso è elevato: nel 2019, i codici bianchi sono stati il 13 per cento del totale, mentre i codici verdi hanno pesato per il 57 per cento del totale (fonte: ANAAO). Per questo il Terzo Polo propone di ridurre gli accessi ai Pronto Soccorso, potenziando l’attivazione di gestione domiciliare, la Continuità Assistenziale e la telemedicina e introducendo protocolli condivisi con RSA e servizi di consulenza con geriatri. Invece la e riduzione dei tempi di attesa dei posti letto nei reparti, si potrebbe ottenere aumentandone il numero e garantendo la possibilità di dimissione per i pazienti per i quali persistono necessità socio-assistenziali una volta che abbiano concluso il percorso clinico.

Ripristinare il piano Impresa 4.0
Nel 2017 grazie al Piano Industria 4.0 gli investimenti sono aumentati di circa il 10 per cento, contribuendo alla crescita del prodotto interno lordo italiano, ma cinque anni dopo il governo Meloni ha eliminato il credito di imposta per i beni strumentali (ex super ammortamento), dimezzando e le aliquote del credito di imposta per i beni strumentali innovativi (ex iper ammortamento). 

Secondo il Terzo Polo si potrebbe utilizzare una parte dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza previsti per il 2023 e 2024, ripristinando l’iper ammortamento (250 per cento) per i beni strumentali innovativi e il super ammortamento (130 per cento) per i beni strumentali nuovi. Questa misura costerebbe 6,6, miliardi all’anno a cui aggiungere i 4,5 miliardi di euro per estendere gli incentivi previsti per i beni tecnologicamente avanzati agli investimenti per la transizione ecologica. Sempre con i fondi del Pnrr si potrebbe potenziare per 400 milioni di euro il credito di imposta per ricerca e sviluppo (dimezzato quest’anno) e reintrodurre il credito “formazione 4.0” il cui costo è di 150 milioni l’anno.

Casa Italia
Dal 2014 il dipartimento Casa Italia ha permesso l’apertura e la chiusura di 1445 cantieri per contrastare il rischio idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Un investimento di 1,5 miliardi di euro che però è stato interrotto dal governo Conte I nel 2018. Eppure il 93,9 per cento dei comuni in Italia (7.423 comuni) hanno aree al loro interno a rischio frane, alluvioni e/o erosione costiera. E il 18,4 per cento del territorio nazionale è classificato a pericolosità frane elevata, molto elevata e/o a pericolosità idraulico. Per questi motivi il Terzo Polo di ripristinare il dipartimento Casa Italia con la struttura di missione Italia Sicura.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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