Egoismo altruisticoIl salto di qualità nella leadership è convincere gli altri a lottare per uno scopo più elevato

Come spiega Stewart Friedman in ”Total Leadership” (Egea), bisogna allenare la capacità di ottenere un sostegno esterno. E soprattutto far capire loro che ciò che state cercando di raggiungere riguarda qualcosa più grande di voi stessi

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È molto facile rimanere intrappolati nelle proprie idee su come dovrebbero essere fatte le cose e perdere la possibilità di focalizzarsi su ciò che gli altri vogliono da voi. Ma il mondo reale è fatto da persone interdipendenti e dovete trovare un modo per connettere le vostre idee con i bisogni delle persone dalle quali voi stessi dipendete per realizzare ciò che è importante. E quando riuscirete a farlo – quando vi prenderete del tempo per scoprire in che modo i vostri interessi si sovrappongono con quelli degli altri e agirete di conseguenza – avrete molte più possibilità di realizzare le vostre ambizioni.

I leader vedono il mondo attraverso gli occhi degli altri, così come avete fatto voi nei dialoghi con i vostri interlocutori. Lo scopo dei leader è rendere il mondo migliore per le persone che li circondano, proprio come state facendo con i vostri esperimenti. Può sembrare un paradosso, ma più riuscirete a togliere i vostri interessi egoistici dal quadro generale, agendo piuttosto per gli altri, e più finirete con l’avvantaggiare i vostri interessi, nel breve e nel lungo termine.

I leader vedono il «noi» dove gli altri si accorgono solo dell’«io». Il concetto di «noi» si espande oltre le persone a noi più care e intime, e quindi può ispirare cambiamenti grandiosi. Bono, cantante e frontman degli U2 oltre che attivista di fama mondiale per i diritti civili, rimane una rock star, ma gran parte della sua musica e di tutto il resto del suo lavoro è proprio dedicata a migliorare la vita delle persone in difficoltà. Indra Nooyi, all’epoca CEO di PepsiCo, ha dichiarato di essere alla ricerca di «performance con uno scopo». L’obiettivo di Nooyi era certamente fare soldi, ma in modo da soddisfare il bisogno di alimenti sani nel mondo; secondo lei, questo avrebbe a sua volta finito per arricchire tutti.

Prendiamo in considerazione un esperimento in cui progettate di lavorare da casa un giorno a settimana. Quante probabilità di successo avrete se il vostro capo ha un ruolo diretto nel responsabilizzarvi a rimanere a casa e fa il tifo per voi? Per lui o lei la nuova disposizione, concordata in un esperimento ben congegnato, dovrebbe essere buona o addirittura migliore di quanto non sia per voi! Elemento essenziale perché questo accada è che voi crediate che sarà davvero una soluzione positiva per il vostro capo e per le altre parti interessate. Se non riuscirete a convincere voi stessi che questo è proprio vero, allora non potrete essere molto persuasivi.

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Quando siamo convinti di fare qualcosa per gli altri non ci si sentiamo in colpa se facciamo qualcosa che potrebbe sembrare solo per noi stessi. In Work and Family. Allies or Enemies? Jeff Greenhaus e io abbiamo osservato che un tempo maggiore dedicato dalle madri a sé stesse si traduce in una migliore salute emotiva dei figli. Questo significa anche andare alle terme senza sensi di colpa perché sappiamo di fare qualcosa di positivo anche per i nostri figli.

2014 Stewart D. Friedman, Published by arrangement with Harvard Business Review Press through Berla & Griffini Rights Agency

Da “Total Leadership” di Stewart D. Friedman, Egea, 248 pagine, 30,90 euro

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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