Decreto lavoroDal nuovo reddito di cittadinanza ai contratti più flessibili, le misure decise dal governo

Saltata la conferenza stampa, la premier Meloni ha girato un video in cui presenta il «taglio delle tasse sul lavoro più importante degli ultimi decenni». Ma per prorogare la misura a tutto il 2024 servirebbero 10 miliardi di euro

In piazza San Giovanni il concertone del Primo Maggio dei sindacati. A Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni ha riunito il consiglio dei ministri per approvare il decreto lavoro atteso da tempo. Tutto come previsto, tranne che la conferenza stampa al termine del cdm è saltata, sostituita da un video in cui Meloni si muove tra i corridori presentando quello che definisce come il «taglio delle tasse sul lavoro più importante degli ultimi decenni».

Il decreto poggia per la maggior parte sui 3,4 miliardi di euro di scostamento di bilancio previsti nel Documento di economia e finanza. «Oggi e fino alla fine di quest’anno noi abbiamo un taglio del cuneo contributivo di sei punti percentuali, per chi ha redditi fino a 35mila euro, e addirittura di sette punti percentuali per i redditi più bassi, fino a 25mila euro», dice Giorgia Meloni nel video. «Sono fiera che il governo abbia scelto di celebrare il Primo maggio con i fatti e non con le parole. E credo fosse dovuto un ulteriore sostegno a una economia che pure in un momento di difficoltà ci sta dando grandi soddisfazioni con una crescita, quella italiana, stimata per i prossimi mesi superiore a quella delle altre nazioni europee».

Ecco le misure chiave

Cuneo fiscale. Circa 4 miliardi di euro vengono destinati, nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2023 (senza ulteriori effetti sulla tredicesima), all’incremento di 4 punti percentuali del taglio del cuneo fiscale per i dipendenti rispetto a quanto già previsto in legge di bilancio. Lo sgravio contributivo, tutto a beneficio dei lavoratori, viene quindi elevato dal 3% al 7% per i redditi fino a 25mila euro mentre viene innalzato dal 2% al 6% per i redditi fino a 35 mila. L’aumento nella busta paga dei dipendenti viene stimato, nel periodo luglio-dicembre, fino a 100 euro mensili di media. Ma, come spiega Il Sole 24 Ore, per prorogare la misura a tutto il 2024 servirebbero 10 miliardi di euro.

Fringe benefit. Il decreto destina 142 milioni nel 2023 per innalzare fino a 3mila euro la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit aziendali per tutti i lavoratori dipendenti con figli minori. «Si tratta di una misura che punta a sostenere le famiglie limitando l’impatto dell’inflazione sui redditi», dice il Tesoro.

Reddito di cittadinanza. Il sussidio sarà sostituito da due misure. L’Assegno di inclusione arriverà dal primo gennaio 2024, come misura di «contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale», rivolto alle famiglie in cui sono presenti disabili, minori o over-60 e che potrà arrivare a 500 euro al mese (630 euro se composta da over 67 o con disabili gravi), cui aggiungere 280 euro mensili se vivono in affitto. Verrà erogato per diciotto mesi e potrà essere rinnovato, dopo lo stop di un mese, per periodi ulteriori di dodici mesi. Necessario essere residenti in Italia da almeno cinque anni e avere un Isee non superiore a 9.360 euro. Per avere il beneficio bisognerà iscriversi al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa. Per gli occupabili, da primo settembre scatta invece lo Strumento di attivazione al lavoro, che prevede la partecipazione a corsi di formazione, di qualificazione professionale o a progetti utili alla collettività diventa vincolante. Il beneficio sarà di 350 euro e al massimo per dodici mesi, non rinnovabili, decadendo al rifiuto della prima offerta di lavoro.

Incentivi per le assunzioni. Ai datori di lavoro privati che assumono i beneficiari dell’Assegno di inclusione con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, sarà riconosciuto, per dodici mesi, l’esonero del 100% dei contributi previdenziali, nel limite di 8mila euro annui (al 50% se a tempo determinato o stagionale).

Contratti a termine. Meno vincoli sulle causali per i rinnovi oltre l’anno (fino a dodici mesi non sono richieste) e non oltre i 24 mesi: le causali sono affidate ai contratti collettivi o, in attesa della previsione contrattuale, individuate dalle parti per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva (in questo caso comunque entro il 31 dicembre 2024).

Voucher. Si alza la soglia delle cosiddette prestazioni di lavoro occasionale da 10mila a 15mila euro per chi opera nei settori dei congressi, delle fiere, degli eventi, degli stabilimenti termali e parchi di divertimento

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter