Spaccatura sui migrantiÈ caduto il governo olandese, la coalizione non ha trovato l’accordo sui richiedenti asilo

Il primo ministro Mark Rutte scioglie l’esecutivo per distanze incolmabili tra i quattro partiti. Probabile un ritorno alle urne in autunno

AP/Lapresse

In Olanda è caduto il governo di Mark Rutte. La coalizione di quattro partiti presieduta dal premier di centrodestra non ha trovato l’accordo per le nuove regole su immigrazione e trattamento dei richiedenti asilo, dopo tre giorni di negoziati.

Il Partito popolare per la libertà e democrazia (VVD) di Rutte ha spinto a lungo per limitare il flusso di richiedenti asilo nei Paesi Bassi, sostenuto dai cristianodemocratici. Ma gli altri due partiti della coalizione di governo – i liberali di D66 e i calvinisti dell’Unione Cristiana (Cu) – non hanno appoggiato le proposte. In particolare, la tensione tra i partiti è cresciuta quando Rutte ha avanzato la proposta sul ricongiungimento familiare, per limitare l’ingresso dei figli dei rifugiati che si trovano già nei Paesi Bassi: una sorta di blocco ai ricongiungimenti nel momento in cui i flussi migratori fossero divenuti troppo sostenuti.

Le domande di asilo nei Paesi Bassi sono aumentate di un terzo nel 2022 rispetto al 2021, arrivando a quota quarantaseimila e il governo sostiene che nel 2023 possano aumentare ancora, fino a settantamila.

Secondo fonti olandesi gli elettori saranno ora nuovamente chiamati alle urne in autunno.

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