A fari spentiUn aereo civile è decollato dall’Ucraina per la prima volta dall’inizio della guerra

Un Boeing partito da Kyjiv ha attraversato mezza Europa, Italia compresa, per atterrare al confine tra Francia e Spagna: era fermo dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa

AP/Lapresse

Un aereo civile è decollato dall’Ucraina ed è atterrato in Francia. Sembra un’informazione da niente, invece è un momento storico a suo modo, perché quel Boeing 777-300 – immatricolato Ur-Azr, è di proprietà di AerCap, la principale società al mondo di noleggio dei velivoli, ma usato dal vettore ucraino Skyline Express – era fermo a Boryspil dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa ed è riuscito a restare miracolosamente intatto nonostante i bombardamenti e gli scontri armati. Ha sorvolato il Paese in modo da non farsi intercettare e ha attraversato il continente, passando anche sul Nord Italia, per atterrare in Francia, molto vicino al confine con la Spagna.

Il decollo dall’aeroporto di Boryspil, uno degli scali di riferimento di Kyjiv, avviene attorno alle 9 di mattina – 8 ora italiana – senza passeggeri né merci. «La procedura non vede nemmeno l’aiuto dei controllori di volo ucraini dal momento che il sistema è stato messo fuori uso», scrive il Corriere della Sera nell’articolo di Leonard Berberi. «I piloti hanno dovuto volare in modalità “Vfr”, seguendo le regole del volo a vista».

Un decollo in sordina insomma. Ma per l’Ucraina è un piccolo smacco nei confronti della Russia, e chissà forse anche l’inizio di qualcosa di più grande. Un successo che spinge le autorità ucraine a sperare in una ripresa dei voli regolari da Kyjiv, tanto che il presidente Volodymyr Zelensky ha detto: «L’aeroporto di Boryspil è come il Mar Nero, l’apertura dello scalo sarà una grande vittoria per la nostra difesa aerea».

Non è il primo aereo in assoluto a lasciare Kyjiv dall’inizio della guerra. Un anno fa due cargo militari turchi AirbusA400 erano tornati in patria: l’attacco russo li aveva sorpresi sulla pista dove stavano aspettando di ritirare alcuni motori revisionati da un’azienda ucraina. In quell’occasione, venne negoziato un “corridoio sicuro” tra il governo di Ankara e la Russia.

Ma in questo caso è diverso. E se il Boeing è riuscito a decollare è merito anche degli strumenti di difesa della capitale ucraina. «Negli ultimi mesi la protezione dei cieli di Kyjiv è stata migliorata grazie ai sistemi missilistici donati dall’Occidente», scrive Gianluca Di Feo su Repubblica. «Attualmente ci sono numerose batterie di Patriot a lungo raggio e altre armi per la difesa ravvicinata. Uno scudo che però non ha permesso nelle ultime settimane di abbattere completamente gli sciami di droni e cruise scagliati contro la metropoli».