Verità prêt-à-porterI mascalzoni che spacciano notizie e il giornalismo pro Hamas che sventola l’orrore

Si sono spese parole e articoli per delle voci, immancabilmente riprese dall’Onu, che evocavano uccisioni e «almeno due casi» di abusi su donne palestinesi da parte di israeliani. Ma nessuno di questi indignati aveva detto una parola sugli stupri del 7 ottobre

AP/Lapresse

C’è la notizia di una vociferazione secondo cui presunti “esperti”, tra i quali la presunta avvocata secondo cui gli Stati Uniti sono «soggiogati dalla lobby ebraica», avrebbero esaminato e denunciato casi di abusi su donne palestinesi da parte del personale israeliano. Si evocano maltrattamenti, uccisioni e «almeno due casi» di stupro. Di rincalzo, la notizia che l’Onu si dice indignata della cosa e reclama indagini e accertamenti.

Bene: come sono presentate le due notizie dal giornalismo “from the river to the sea” e dalla fogna social (sempre che siano cose diverse)? Pronti: la vociferazione (perché di tanto, allo stato, si tratta) è presentata come un “rapporto dell’Onu”; un “rapporto dell’Onu” che accerta la commissione di deliberate violenze “di massa” sulle donne palestinesi, in massa giustiziate, degradate e stuprate.

Poi c’è la notizia, documentata, di un rapporto che elenca e descrive le violenze sulle donne israeliane il 7 ottobre: corpi di donne con i genitali mutilati o riempiti di pezzi di ferro; donne pugnalate mentre erano violentate; i genitali di alcune collassati per il numero di volte che hanno subito violenza; seni mozzati e poi usati per gioco, rimpallati a calci; corpi di donne legate agli alberi, con multiple mutilazioni, e bastoni infilati nei genitali; nella testimonianza di un sopravvissuto, una donna che implorava le belve di ucciderla, urlando che con quello che le stavano facendo sarebbe morta ugualmente: e prima di spararle in testa le avevano aperto la schiena con il coltello. È un piccolo e manchevole riassunto.

E come è stata presentata quest’altra notizia da quel giornalismo e dalle sue pertinenze fognarie? In due modi alternativi. Il primo: la notizia proprio non c’era. Mancanza di spazio: tutto occupato dai reportage sul nazismo di Israele e dagli editoriali sul genocidio. Il secondo: la notizia non c’è un’altra volta, ma questa volta perché non vorrai mica fare affidamento sulla versione dell’Entità sionista, che a dir poco le ebree stuprate erano come i manichini di Bucha.

Poi questi si domandano come mai gli si dà di quel che sono, farabutti, magliari, mistificatori.

La differenza tra la gente perbene e questi mascalzoni è che a questi ripugna la verità che quella invece pretende. La differenza è che quella, la gente perbene, non va in orgasmo sventolando l’orrore, non inventa quello che non esiste e non copre quello che esiste, ovunque esista. E se sulle prime la gente perbene dice, sbagliando, che i massacrati del 7 ottobre erano millequattrocento, allora la gente perbene dice, correggendo, che erano milleduecento: mentre i mascalzoni dicono invece che sono stati i tank e gli elicotteri sionisti a sparare sui villaggi israeliani. E se «almeno due» donne palestinesi sono state violentate, la gente perbene vuole che i responsabili siano puniti: mentre i mascalzoni dicono che l’esercito nazista dello Stato nazista fa stupri di massa.

E tu che leggi, vuoi fare l’esperimento? Prendi la notizia della vociferazione spacciata per “rapporto Onu”, e guarda i giornali del giorno appresso. Poi fai la stessa cosa con la notizia apparsa qui, e guarda i giornali di ieri. E anche quelli di oggi e di domani.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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