Il prigioniero e il cleptocrateIl potentissimo atto d’accusa di Navalny contro Putin

Il principale oppositore del Cremlino è morto nella cella dove era detenuto. Pubblichiamo un brano della sua inchiesta contro l’uomo che ha trasformato Mosca da una forma di autoritarismo più o meno hard a una dittatura criminale

LaPresse

La rapidissima regressione di Mosca da autoritarismo più o meno hard a dittatura con un programma isolazionista – fino alla clamorosa promessa del ministro degli Esteri, Sergey Lavrov di «rompere le relazioni con l’Unione europea» – è merito/colpa di Alexei Navalny, che passo dopo passo ha costretto il regime a prevedibili retromarce, ciascuna delle quali ha ridotto il suo spazio di manovra successivo.

Navalny è morto venerdì 16 febbraio 2024 nella colonia penale in cui era detenuto. Pubblichiamo un brano dalla sua inchiesta, un fortissimo atto d’accusa contro Vladimir Putin, la sua cerchia ristretta, i suoi centri di potere. Il testo integrale è stato pubblicato su Linkiesta Paper numero 4, disponibile sullo store de Linkiesta.

Il grande scrittore russo Lev Tolstoy un giorno dette una descrizione molto precisa della struttura del potere in Russia: «Si sono messi insieme i malvagi che hanno derubato il popolo e hanno reclutato soldati e giudici a proteggere le loro orge. E ora se la spassano». Una frase geniale, che descrive al 100 per cento quello che sta accadendo al nostro Paese. Hanno derubato il popolo. Hanno reclutato giudici, la Guardia nazionale e l’Fsb per montare la guardia ai loro palazzi, mentre giocano nei loro casinò privati, circondati da mogli, amanti e figli. Non lasceranno mai il potere di loro volontà.

La frase più stupida che possa capitare di sentire oggi è questa: «Questi ormai hanno rubato abbastanza, lasciamoli dove sono altrimenti verranno quelli nuovi e cominceranno a rubare da capo». Lo vedete: non ne avranno mai abbastanza. Al contrario. Ci vogliono sempre più soldi. A voi, anche se il vostro stipendio venisse alzato da 30mila a 45mila rubli (da 300 a 500 euro), non basterebbe lo stesso. Ecco, per loro è uguale.

Compra lo yacht a questa, l’appartamento a quell’altra. Costruisci un palazzo e si rompe un tubo. E l’appaltatore chiede soldi. Intanto, i figli crescono, devono andare a vivere da soli, e poi la figlia di Putin si sposa e bisogna trasformare suo marito nel più giovane miliardario russo, se no pianta una scenata. Ma anche la figlia maggiore ha un marito, e anche la figlia di Krivonogikh è quasi grande e presto avrà bisogno di uno yacht separato. Poi cresceranno i nipoti… E tutti avranno appetiti colossali. E qui parliamo solo di Putin. Poi ci sono Medvedev, e tutti i ministri, e tutti i Miller, i Rotenberg, i Kovalchuk e i Timchenko. Non ruberanno mai abbastanza, al contrario, ruberanno sempre di più, fino a mandare il Paese in rovina.

La Russia vende ancora petrolio, gas, metalli, concimi e legname, in quantità enormi, ma i redditi della popolazione continuano a scendere. Perché Putin ha un palazzo. E ha Kabaeva. E ha Krivonogikh. E anche ogni funzionario minore ha il suo palazzo e la sua Kabaeva. Vivremo una vita normale solo quando smetteremo di tollerare funzionari che rubano e smetteremo di rieleggerli. E, se si rifiuteranno di tenere elezioni oneste, dovremo scendere in piazza e mandarli via in altro modo. Questa è la differenza tra i Paesi poveri e quelli ricchi. In quelli ricchi la gente scende in piazza al minimo scontento e i funzionari la temono. In quelli poveri la gente sopporta tutto e i burocrati organizzano referendum per prorogare i propri poteri e dicono «Abbiate ancora un po’ di pazienza, stiamo governando da appena vent’anni».

Guardate che cosa stanno facendo. Ogni giorno approvano nuove leggi che proibiscono la critica delle autorità, tutti gli scontenti vengono dichiarati “agenti stranieri”, ormai è proibito perfino fare campagna per i candidati che preferite e criticare il partito Russia Unita. Putin e il suo gruppo di ladri vogliono un potere a vita, senza controllo. Ormai non sono più un gruppo di persone che rapinano lo Stato, è lo Stato che è stato trasformato in uno strumento di ruberie. Il Servizio federale di guardia e la Guardia nazionale proteggono i palazzi. I giudici incarcerano gli scontenti. L’Fsb ha creato un gruppo di assassini che devono uccidere quelli che si rifiutano di rimanere in silenzio.

La buona notizia è che siamo ancora molto, molto numerosi. Putin e tutti quelli che gli fanno da guardia, che rubano per lui e che falsificano le elezioni per lui, sono al massimo qualche centinaio di migliaia di persone. Noi siamo decine di milioni. Semplicemente, non crediamo nelle nostre forze. Se ciascuno di quelli che hanno guardato il nostro video lo diffonderà, faremo a pezzi la censura. Se il 10 per cento degli scontenti scenderà in piazza, non oseranno falsificare le elezioni. Se ciascuno di noi si registrerà e parteciperà al “voto intelligente”, il partito putiniano delle ruberie e del declino, Russia Unita, perderà le elezioni, nascerà una concorrenza e la qualità della politica e dei funzionari inizierà a migliorare. Arriveranno tribunali onesti e procuratori normali. E rubare sulla stessa scala di oggi diventerà impossibile. Passo dopo passo, vivremo una vita migliore e più ricca.

Tutto quello che dobbiamo fare è smettere di essere pazienti. Smettere di aspettare. Smettere di sprecare la nostra vita, e le nostre tasse, per arricchire questa gente. Il nostro futuro è nelle nostre mani. Non rimanete in silenzio. Non accettate di sottomettervi a malvagi che se la spassano. Abbonatevi al nostro canale su YouTube, qui si dice la verità.

Il testo integrale è stato pubblicato su Linkiesta Paper numero 4, disponibile sullo store de Linkiesta.

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