Soul Il festival che celebra la meraviglia come precondizione per stare (bene) al mondo

Arte, musica, filosofia, fede, meditazione, letteratura. A Milano, dal 13 al 17 marzo, il Festival della spiritualità coltiverà il valore del dialogo tra tradizioni, bilanciando l’attenzione sullo spirito nella città intenta al fare e al produrre

Courtesy of Soul

Cosa significa la parola spiritualità? La domanda apre capitoli infiniti di studi, punti di vista e risposte possibili. Ma ce n’è una che ha dato vita a un festival, il primo a Milano dedicato all’argomento. Si tratta di Soul, il Festival della spiritualità che risponde con la parola meraviglia.

«Credo sia interessante il sottotitolo che abbiamo scelto per spiegare la meraviglia: “La vigilia di ogni cosa”», commenta Aurelio Mottola, direttore della casa editrice Vita e Pensiero e tra gli ideatori, insieme a Luca Bressan, Valeria Cantoni Mamiani e Armando Buonaiuto, di Soul, «è la precondizione per stare bene al mondo, è la dimensione fondamentale dello spirito umano: indica la disponibilità a incontrare qualcosa di più grande. La meraviglia, allora, è la presenza dello straordinario nell’ordinario che assume una dimensione precisa nel festival come interlocuzione culturale con culture, discipline e tradizioni religiose diverse. Così la meraviglia diventa apertura al diverso intorno all’umano che è comune».

Il programma, che si snoda dal 13 al 17 marzo, è pronto a raccontare la meraviglia in ambiti molto diversi tra loro, fino a comporre un puzzle, sicuramente ampliabile, che ci pone davanti alla diversità intesa in chiave antropologica: arte, musica, filosofia, religione, fede, meditazione, letteratura. «Quello che abbiamo percepito», continua Mottola, «era proprio un’esigenza in questa città intenta al fare, all’innovare, al produrre, di bilanciare l’attenzione anche sullo spirito, che è ciò che ci qualifica come umani. E percepire lo straordinario è solo una questione di sguardo».

Courtesy of Soul

Così una lecture di Alessandro Baricco dal titolo Tutto mi meraviglia darà il via ai lavori, il giorno tredici, per poi entrare nel vivo della programmazione: oltre cinquanta appuntamenti con più di sessanta ospiti in giro per la città a comporre un palinsesto mai scontato, dove spiritualità fa rima con meraviglia. Così sarà possibile ascoltare Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern a proposito di infinitamente grande e infinitamente piccolo nello studio della fisica delle particelle elementari della materia; Pietro Marani e Melania Mazzucco si interrogheranno sulle reazioni tutte umane davanti all’inatteso, prendendo spunto dal’Ultima cena e da quella frase: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 

Si parla anche di attualità con Tahar Ben Jelloun, in dialogo con Alessandro Zaccuri: perché parlare di meraviglia quando il mondo è attraversato da conflitti tanto sanguinosi quanto irrisolvibili? Questo l’argomento da sviluppare al partire dal titolo L’urlo: l’umano che ho di fronte, mentre la meraviglia dell’abitare sarà al centro di una passeggiata nella città con Maia Cornacchia e Valeria Cantoni Mamiani pronte a sciogliere abitudini e automatismi che ci impediscono di sentirci parte del mondo vivente e, sempre in ambito urbano, si parla di progettare i luoghi del sacro con Stefano Boeri. 

La meraviglia spesso ci lascia senza parole e Vera Gheno con Bernardo Gianni indagano il problema: esiste una soglia oltre la quale il linguaggio non può inoltrarsi? La poesia prova a darne testimonianza con Mariangela Gualtieri, ma anche la musica e l’arte (con un appuntamento sul non finito in un incontro con la Pietà Rondanini di Michelangelo). E poi ci sono temi più strettamente religiosi, dalla meraviglia dello shabbat della tradizione ebraica all’esperienza monastica, dai salmi al Talmud.

Courtesy of Soul

«Il festival è un format che permette di dire la varietà dei modi della proposta culturale, tra lezioni, performance, workshop, concerti ovvero le molte declinazioni dello spirito», spiega Mottola, che poi precisa: «la spiritualità è apertura all’altro e all’oltre, è un’apertura che interroga e che implica la disponibilità a farsi sorprendere». 

Come è nato Soul festival? «Nella mia testa e in quella dei co-creatori c’era la sensazione che Milano avesse un bisogno inespresso di trovare le parole adeguate a raccontare l’esperienza della pandemia di Covid, a dare un nome a quei vissuti. Il Covid ci ha lasciato senza parole, esposti come eravamo all’esperienza estrema di stare sulla soglia della vita e dopo sono mancate le parole per dirla. C’era un’attesa che per noi si è trasformata nell’inatteso nel vedere la risonanza che il festival ha subito suscitato nel pubblico», conclude Mottola. 

Soul Festival – Meraviglia, la vigilia di ogni cosa è stato promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, Arcidiocesi di Milano e con il patrocinio del Comune di Milano. Gli appuntamenti sono gratuiti previa prenotazione sul sito

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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