Sfide geopoliticheCome implementare la capacità dell’Ue di governare il futuro

Secondo uno studio del Centro per le politiche europee serve un meccanismo che fornisca un metodo decisionale agile e strategico in tutti i settori, senza aspettare la lenta riforma dei trattati europei

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L’Unione europea ha bisogno di un’economia più solida e di un processo decisionale più efficace per resistere alla concorrenza geopolitica e geoeconomica di Stati Uniti e Cina. Però, secondo uno studio del Centre for European Policy Network, questo urgenza da sola non porterà necessariamente a delle modifiche ai Trattati dell’Ue. «Una riforma dei trattati dell’Ue, per quanto impellente possa sembrare, non è fattibile con le regole attuali. È quindi necessario avviare un processo costituente di riforma interno, graduale e democraticamente partecipato», afferma l’esperto del Cep Stefano Milia, autore dello studio insieme ai ricercatori del Cep Eleonora Poli e Andrea De Petris a Roma. Una risposta europea alle sfide geopolitiche può, inoltre, avere successo solo con un maggiore coinvolgimento degli Stati membri. Milia chiede almeno un meccanismo che fornisca un metodo decisionale agile e strategico in tutti i settori.

Eleonora Poli sostiene che il previsto allargamento dell’UE ai Balcani occidentali e all’Ucraina dovrebbe essere ripensato come un obiettivo geopolitico strategico dell’UE. «Anche se il costo di un nuovo allargamento non dovrebbe essere superiore a quello del periodo 2004-2007, l’UE deve razionalizzare la spesa e investire in progetti strategici e innovativi per avere successo e non gravare economicamente sugli attuali membri con ulteriori tagli di bilancio», afferma Poli. Secondo De Petris, tutte queste misure richiedono una volontà politica chiara e inequivocabile da parte dei governi europei insieme a un’adesione più rigorosa ai principi europei dello Stato di diritto.

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