Alla corte di PutinCon il suo viaggio in Russia, Orbán ha fatto infuriare tutta l’Europa

Il premier ungherese è atterrato ieri mattina a Mosca per incontrare il presidente russo. Quella del primo ministro magiaro, che ha iniziato il primo luglio la presidenza di turno dell'Ue e martedì scorso aveva incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è la seconda visita al Cremlino da febbraio 2022

AP/Lapresse

«Non è possibile arrivare alla pace stando comodamente seduti in poltrona a Bruxelles», ha detto ieri il premier ungherese Viktor Orbán al suo arrivo a Mosca, in una visita al Cremlino che è l’ennesimo sfregio all’Ucraina del leader europeo con i rapporti più cordiali con Vladimir Putin. Il primo ministro ungherese negli ultimi due anni ha regolarmente bloccato, ritardato o annacquato gli sforzi dell’Unione europea per assistere Kyjiv e imporre sanzioni a Mosca per la sua aggressione. 

Come ampiamente prevedibile, la cosiddetta «missione di pace» di Orbán ha tutt’altro che aiutato la causa ucraina, non producendo alcun risultato. La richiesta di un cessate il fuoco avanzata dal premier ungherese, infatti, è stata subito respinta. Anzi, Vladimir Putin ne ha approfittato per ribadire che «per Mosca una delle condizioni per mettere fine al conflitto è il ritiro delle forze ucraine dal Donbas e dalla Novorossiya (cioè grossomodo i territori di Doneck e di Lugansk rivendicate dalla Russia, ndr)». Poi ha azzardato: «La Russia vuole una piena e definitiva conclusione del conflitto».

Già nei giorni  scorsi, Orbán era stato a Kyjiv per incontrare Volodymyr Zelensky. Nella conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino, Orbán aveva chiesto «di prendere in considerazione un cessate il fuoco rapido per accelerare i negoziati di pace», aggiungendo che la tregua sarebbe stata temporanea. Zelensky aveva ribadito come solo «una pace giusta, senza alcuna concessione a Mosca», fosse la soluzione, invitando il leader magiaro a «unirsi agli sforzi dell’Ucraina». Perché ovviamente non ci si può fidare di Putin, non si può sperare che rispetti il cessate il fuoco: «In una guerra, non si può semplicemente parlare di cessate il fuoco. Abbiamo bisogno di un piano per la nostra gente. Non possiamo fidarci di Putin perché per noi è un assassino e un aggressore», aveva detto il leader ucraino in settimana.

Il viaggio di ieri rischia anche di minare l’unità dell’Unione europea: vorrebbe far sembrare dialogante con l’aggressore russo la presidenza di turno di Budapest al Consiglio. E infatti dai leader dell’Unione europea sono arrivate moltissime critiche contro la visita a sorpresa del premier ungherese. Giovedì mattina, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel aveva scritto su X: «La presidenza di turno dell’Ue non ha il mandato di impegnarsi con la Russia a nome dell’Ue. Il Consiglio europeo è chiaro: la Russia è l’aggressore, l’Ucraina è la vittima. Nessuna discussione sull’Ucraina può aver luogo senza l’Ucraina».

Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è espressa, scrivendo ieri mattina su X: «La pacificazione non fermerà Putin. Solo l’unità e la determinazione apriranno la strada verso una pace globale, giusta e duratura in Ucraina».

D’altronde Orbán aveva già incontrato Vladimir Putin a ottobre 2023 ed è l’unico capo di governo e leader europeo ad aver messo piede a Mosca dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

«Va a Mosca come primo ministro ungherese. Non mi sembra il momento di fare visite in Russia, ma ognuno è libero di fare ciò che vuole. Noi siamo per costruire la pace che non può essere una resa a Putin, deve garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina. La proposta di Putin è una proposta farsa, non veritiera. Ben venga il confronto ma noi continueremo ad aiutare l’Ucraina», ha invece commentato il ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.

In un comunicato stampa rilasciato questa mattina dal Servizio Europeo per l’azione esterna (Eeas), Joseph Borrell ha precisato che «la visita del primo ministro Victor Orbán a Mosca si svolge esclusivamente nel quadro delle relazioni bilaterali tra Russia e Ungheria. La posizione dell’Ue sulla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina si riflette in molte conclusioni del Consiglio europeo. Tale posizione esclude i contatti ufficiali tra l’Ue e il presidente Putin».

Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha aggiunto su Twitter: «Notizie inquietanti sulla visita di Orbán a Mosca. È chiaro che non ha alcun mandato per negoziare o discutere a nome dell’Ue. La sua visita mostrerebbe un disprezzo per i doveri della presidenza dell’Ue e minerebbe gli interessi dell’Unione europea».

Commenti sul viaggio a Mosca sono arrivati anche dal segretario generale della Nato. «Orbán ci ha informato di questa visita a Mosca e mi aspetto che quando sarà a Washington ci sarà modo per discutere di questo viaggio, che avviene sulla base di rapporti bilaterali», ha detto Jens Stoltenberg riferendosi al vertice Nato che si terrà tra pochi giorni a Washington. Il segretario ha più volte sottolineato che «il premier ungherese non rappresenta la Nato in Russia». Resta da capire però quale sarà il comportamento di Orbán il 9 luglio durante l’incontro dei capi di Stato e di governo dei trentadue membri dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico.

Per quanto lo statement dell’Unione sia chiaro e il primo ministro ungherese abbia ribadito di non essere in visita in quanto presidente di turno Ue, recenti indiscrezioni hanno confermato che il premier si è posto esplicitamente come mediatore. «A quanto capisco lei è qui come presidente di turno Ue, sono pronto a discutere le mie proposte di pace», avrebbe detto il presidente russo durante la visita di ieri.

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