AllosanfanLa Francia vuole guidare la (nuova) corsa europea all’intelligenza artificiale

Emmanuel Macron sta investendo massicciamente nell’intelligenza artificiale, per diventare una potenza globale puntando su data center nucleari e formazione di esperti. Con la startup Mistral AI, la Francia ha lanciato un’alternativa europea competitiva a ChatGPT

Nell’ottocento c’è stata la corsa all’oro, nel novecento la corsa allo spazio e oggi la nuova frontiera è la corsa all’Intelligenza artificiale. Chi ne resterà fuori sarà come un medioevale nel mondo post rivoluzione industriale, costretto a subire l’egemonia produttiva di chi possiede questo indispensabile mezzo di produzione. Questi sono anche gli anni della corsa alla difesa e sì, l’IA è uno strumento indispensabile anche in questo campo, come in tutti gli altri. Con le relazioni Ue – Usa al minimo storico, non è pensabile che il vecchio continente viva alle dipendenze delle IA statunitensi.

Lo sa bene Emmanuel Macron, che ha appena annunciato un piano di investimenti da centonove miliardi di euro per posizionare la Francia tra le potenze mondiali dell’intelligenza artificiale. Il piano prevede trentacinque data center, che con una legge apposita sono stati definiti “progetti di interesse nazionale”. Data center che generalmente sono un grande problema perché molto energivori, ma non lo sono per chi produce energia nucleare. Questo sta attirando anche investimenti Canadesi e dagli Emirati Arabi Uniti di cui, poiché non c’è sviluppo senza capitale umano, cinquanta miliardi per un nuovo campus dedicato all’Intelligenza artificiale: così la Francia si ripromette di formare centomila esperti di IA nei prossimi anni.

Investendo in IA la Francia si propone di guidare il continente a lungo e Macron ha cercato di far capire il tema con una dose di ironia che sembra divertire lui in primis.

L’approccio di Macron però non vuole svincolare dai temi etici che l’intelligenza artificiale pone, per questo la Francia ha creato l’Istituto Nazionale per la Sicurezza dell’IA (Inesia),dichiarando il suo impegno per uno sviluppo sicuro e controllato dell’intelligenza artificiale. L’Inesia coordinerà ricerca e valutazione sulla sicurezza dell’IA, in linea con la Dichiarazione di Seoul firmata nel 2024. Non si può sapere per ora questo che risvolti concreti abbia, ma in periodo storico come il nostro vedere qualcuno che si pone problemi etici e cerca di dare seguito a trattati  e impegni fa sempre piacere.

Macron, consapevole dell’importanza di non donare ulteriori dati di utilizzo dei nostri utenti a Stati Uniti e Cina, ha pubblicamente invitato i francesi a utilizzare “Le Chat”, la risposta europea sviluppata dalla startup Mistral AI. Ma questa Mistral, com’è? Funziona? È competitiva? La risposta è sorprendentemente sì. Mistral AI è una start-up francese fondata nel 2023 da ex ricercatori di Meta e Google DeepMind, con l’obiettivo di costruire un’alternativa europea credibile ai colossi statunitensi dell’Intelligenza Artificiale. In poco tempo ha raccolto investimenti milionari, tra cui un round da seicentoquaranta milioni di euro che ha portato la sua valutazione a 5,8 miliardi. Già nel dicembre 2023, Microsoft aveva firmato un contratto da quindici milioni di euro con Mistral AI per ospitare i suoi modelli sulla piattaforma Azure, offrendo alle aziende accesso facilitato alle tecnologie dell’azienda francese. In oltre Stellantis e Mistral hanno siglato una partnership molto interessante.

Ma cosa ha di speciale Mistral? A febbraio 2025 ha lanciato l’app “Le Chat”, il suo chatbot via app che sfida apertamente ChatGPT e Gemini. A livello tecnico, Mistral sviluppa modelli di linguaggio come Mistral 7B e Mixtral 8x7B, che rispetto agli equivalenti statunitensi risultano più “efficienti”, perché chiedono meno parametri e meno energia.

Dal punto di vista delle prestazioni, Mistral ha impressionato per la sua velocità: “Le Chat” è in grado di generare fino a mille parole al secondo, un risultato che lo pone tra i chatbot più rapidi sul mercato, se non il più veloce al mondo. Inoltre, grazie a una partnership con l’Agence France-Presse (Afp), può attingere direttamente a fonti di informazione affidabili, contrastando il problema delle hallucinations (risposte inesatte o inventate) che affliggono molti concorrenti. Il suo modello di punta, Mistral Large 2, compete con GPT-4o e Gemini 1.5 Pro, pur mantenendo una logica di sviluppo più snella e trasparente.

Il successo di Mistral si spiega anche con la sua strategia open-source: ha reso pubblici alcuni dei suoi modelli, permettendo a sviluppatori e aziende di utilizzarli liberamente, un approccio che contrasta con la crescente chiusura di OpenAI e Google. Inoltre, la sua efficienza computazionale lo rende un’opzione più sostenibile per le aziende, riducendo i costi di implementazione.

Parlando potabile: ChatGPT continua a dominare il mercato, ma Mistral è competitiva, tanto da aver fatto oltre un milione di download nei primi quattordici giorni in cui è stata disponibile. Questo l’ha portata a essere per qualche giorno l’app più scaricata del mondo IA e il  Web ha accolto la notizia come meglio sa fare: con i meme. Grazie a Minstral e alla Francia l’Ue è ancora nella partita dell’intelligenza artificiale. Speriamo si mettano a giocare seriamente anche gli altri stati, Italia compresa.

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