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Che cosa significa, per un’azienda, mettere davvero al centro i propri dipendenti? Per Xacus, realtà italiana fondata nel 1956, la risposta risiede in un modello imprenditoriale che coniuga sostenibilità sociale, innovazione tecnologica e attenzione al benessere del personale. Questo approccio si è concretizzato anche attraverso l’apertura della nuova sede indipendente di Tirana, in Albania, un esempio tangibile di welfare aziendale orientato all’etica imprenditoriale.
Il polo di Tirana, inaugurato nel 2021, è situato in città, vicino ai luoghi di residenza dei lavoratori: abbiamo messo in secondo piano la funzionalità della struttura per favorire la comodità dei dipendenti, ottimizzando anche il loro tempo. Lo stabilimento è sviluppato su più piani, su ispirazione delle strutture del vicentino realizzate da Alessandro Rossi a metà Ottocento. Nei reparti si vive di luce e aria naturali, in quanto è tutto completamente finestrato. All’interno ci sono impianti di climatizzazione e riscaldamento: un vantaggio non banale a Tirana, dove le temperature estive sono elevate. Tutta l’aria, inoltre, è microfiltrata grazie a sistemi installati durante il periodo del Covid.
Ma non ci siamo limitati alla progettazione di un ambiente di lavoro piacevole. Abbiamo creato spazi ricreativi utili e con una particolare attenzione all’estetica; siamo stati la prima azienda manifatturiera in tutta l’Albania a realizzare un kindergarten per i bambini dei dipendenti; abbiamo messo a disposizione uno spazio dedicato alla preghiera, nel rispetto delle tradizioni culturali e religiose della maggioranza musulmana locale. Questi elementi non solo migliorano la qualità della vita lavorativa, ma rafforzano il legame tra azienda e territorio.
Avendo sempre in mente la centralità del dipendente, abbiamo anche introdotto un’assicurazione sanitaria privata che i lavoratori possono utilizzare per visite e controlli, poco diffusi in un Paese in cui culturalmente c’è scarsa fiducia nel sistema sanitario nazionale e dove non si parla ancora di prevenzione: abbiamo per questo organizzato un calendario di appuntamenti con vari specialisti in azienda, dove è presente un laboratorio a cui i dipendenti possono accedere durante gli orari lavorativi.
L’esperienza di Xacus mi ha insegnato che quando metti al centro i dipendenti, nascono delle belle storie di umanità e aiuto reciproco. Uno degli esempi più significativi di attenzione al capitale umano è il fondo di solidarietà – finanziato mensilmente dall’azienda e in modo volontario dai lavoratori – per aiutare i dipendenti che stanno vivendo una qualsiasi situazione di difficoltà. A gestire il fondo è una commissione composta dagli esponenti dei vari reparti: la direzione non c’entra ed è tutto in mano ai lavoratori, che scelgono autonomamente come e quanto sostenere un collega.
L’etica aziendale passa anche attraverso la digitalizzazione. Grazie a un software avanzato, le direttive diffuse dall’headquarter di Vicenza vengono immediatamente e direttamente condivise con il polo di Tirana. Inoltre, le istruzioni vengono automaticamente tradotte in lingua albanese. Per il futuro stiamo anche immaginando evoluzioni fondate sui sistemi di Intelligenza Artificiale per ottimizzare ulteriormente i processi.
Xacus ha portato all’estero un bagaglio di competenze tutto italiano. Parlo, nello specifico, di un modello di business performante, che abbiamo ri-applicato anche all’interno del territorio albanese. La sede di Tirana, infatti, è anche un presidio strategico per valorizzare l’identità artigianale italiana, fatta di heritage ma anche di innovazione, che ci contraddistingue. In un mercato globale dominato dalle produzioni massificate, la scelta di puntare su piccole produzioni di alta qualità è il segreto per coniugare tradizione e competitività. Lo stabilimento albanese è stato preziosissimo in quell’ottica.
La nuova sede di Tirana è quindi allenata per fare prodotti sempre performanti grazie a uno sguardo contemporaneo di qualità. Prodotti che ormai sono diventati un nostro segno distintivo. È un processo che viene da lontano, più precisamente dal 1992, quando mi recai – assieme ad altri colleghi – in Albania per la prima volta. Trovammo un Paese in grande difficoltà: non a caso, era il periodo degli sbarchi di massa degli albanesi nei porti italiani.
Pensando al primo viaggio in Albania, c’è un episodio che non riesco a dimenticare: un giorno, una donna a capo di una fabbrica mi mostrò dei pezzi di stoffa che aveva prodotto; erano cuciti male per via delle attrezzature arretrate a sua disposizione, ma le brillavano gli occhi ed era estremamente orgogliosa del suo manufatto. Rimasi colpito, perché ritengo che alla base di un’impresa ci sia sempre il tema della motivazione.
Da lì iniziammo a fare delle prove di produzione e, nel giro di un paio d’anni, partì l’azienda vera e propria, nata grazie a un approccio di reclutamento basato su test attitudinali molto specifici. Così creammo il nostro zoccolo duro. Il resto lo fece la presenza di aziende – in parte dismesse – nel settore manifatturiero, a testimonianza di un background culturale fatto di professionisti con esperienze pregresse nel settore.
In questi tanti anni in Albania, abbiamo vissuto la storia di una nazione. Una storia fatta anche di pesanti crisi sociali che, negli anni Novanta, ci costrinsero a chiudere temporaneamente l’azienda, facendo rientrare i colleghi italiani. In quei contesti, abbiamo potuto contare su un personale capace di mettere in sicurezza il progetto, salvando delle situazioni veramente complesse.
La reazione, insomma, fu straordinaria. Una volta i nostri dipendenti smontarono tutte le macchine da cucire e portarono a casa le componenti più preziose per proteggerle dai saccheggi. Terminati i disordini, tornarono in sede e misero tutto in ordine. E la produzione ripartì. Fu il frutto di una loro iniziativa, un evento in grado di saldare dei legami già fondati su valori veri.
Questa fiducia reciproca è ancora oggi alla base del successo dell’azienda. L’esperienza di Xacus a Tirana è un modello di welfare aziendale integrato, dove la sostenibilità non è “solo” ambientale ma anche sociale. Una lezione su come l’attenzione al benessere dei dipendenti possa tradursi in valore economico e in una visione strategica capace di coniugare tradizione e innovazione. Mettere al centro i dipendenti non è solo un imperativo etico, ma anche una scelta imprenditoriale vincente.
Paolo Xoccato è amministratore delegato di Xacus
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