L’Unione europea deve usare i beni russi congelati per finanziare la resistenza Ucraina. È un appello che una parte della politica europea porta avanti da tempo, ma adesso c’è anche la firma del cancelliere tedesco Friedrich Merz. In un articolo di opinione pubblicato sul Financial Times, Merz invita Bruxelles a sostenere Kyjiv con un prestito di centoquaranta miliardi di euro – derivante appunto dai beni russi congelati – e dimostrare il massimo impegno contro l’aggressione criminale della Russia.
«Vladimir Putin continua la sua brutale guerra di conquista contro l’Ucraina con ferocia incessante. Ogni isolato residenziale distrutto a Odessa, ogni attacco notturno a un ospedale di Kharkiv o a un edificio governativo a Kyjiv smentisce il mito secondo cui la Russia sia disposta a fare la pace. L’Europa deve trarne le dovute conclusioni, idealmente insieme ai suoi partner su entrambe le sponde dell’Atlantico. Dobbiamo aumentare sistematicamente e massicciamente i costi dell’aggressione russa», scrive il cancelliere nel suo articolo.
L’approccio di Merz è in netto contrasto con il precedente scetticismo di Berlino, quando alla guida c’era Olaf Scholz. C’entra anche il contesto internazionale: con Donald Trump che sta riducendo il sostegno degli Stati Uniti a Kyjiv e si rifiuta di firmare nuove sanzioni contro Mosca, la pressione per usare i beni congelati sta aumentando. «Così facendo, daremmo nuova speranza al coraggioso popolo ucraino. E manderemmo anche il messaggio giusto a Washington: la strada verso una pace giusta e duratura deve essere percorsa insieme», scrive Merz.
È un cambio di rotta significativo, quello della Germania. L’appello del leader della più grande economia europea e principale sostenitore dell’Ucraina arriva proprio mentre la Commissione europea esamina le opzioni per sfruttare i centonovantaquattro miliardi di euro di asset russi detenuti presso Euroclear, il deposito centrale di titoli del Belgio.
«È giunto il momento di applicare una leva efficace che interrompa il cinico gioco del presidente russo volto a guadagnare tempo e lo porti al tavolo dei negoziati: ciò richiede il coraggio e la fiducia necessari per stabilire la nostra agenda, piuttosto che limitarci a reagire alla sua», si legge ancora sul Financial Times.
L’idea di Merz è dare all’Ucraina il prima possibile un prestito di quasi centoquaranta miliardi di euro senza interessi. Il prestito poi potrebbe essere rimborsato quando la Russia avrà risarcito l’Ucraina per i danni causati dall’invasione su vasta scala. Questi fondi garantirebbero all’Ucraina la possibilità di difendersi per diversi anni.
La proposta di Merz dovrà in ogni caso essere discussa con i capi di Stato e di governo europei durante l’incontro a Copenaghen di mercoledì prossimo. Il cancelliere tedesco vorrebbe arrivare al Consiglio europeo di fine ottobre con tutte le carte in regola per predisporre questo strumento in modo giuridicamente sicuro.
Questo significa ad esempio anche assicurarsi che questi fondi aggiuntivi siano utilizzati esclusivamente per finanziare l’equipaggiamento militare dell’Ucraina, e non per scopi di bilancio generali. Quindi gli Stati membri e l’Ucraina dovrebbero accordarsi per stabilire il materiale da acquistare. Indubbiamente un programma ben strutturato e pianificato contribuirebbe anche a rafforzare e allargare l’industria europea della difesa – dando così impulso anche alla sicurezza collettiva e alla sovranità europea.
La proposta di Merz è strutturata su due orizzonti temporali: il prestito dovrebbe essere garantito prima dagli Stati membri, per velocizzare le operazioni, e poi attingendo ai fondi provenienti dal prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea, che entrerà in vigore nel 2028. Questo meccanismo, dice il cancelliere, dovrebbe essere approvato da una «grande maggioranza» degli Stati membri – in questo caso l’allusione è alla maggioranza qualificata e non all’unanimità, in modo che alcuni singoli Stati membri (Ungheria e Slovacchia su tutti) non possano porre il loro veto all’iniziativa.
«Negli ultimi giorni – è la conclusione dell’articolo di Merz – ci è stato ricordato quanto la pace e la libertà in Europa siano minacciate in modo sistematico e globale. Come europei, disponiamo di potenti strumenti per resistere a questa minaccia. È giunto il momento di utilizzarli, per difendere la nostra Europa sicura, libera e unita».