Capitalismo umanistico Cucinelli, e il ritratto di un utopista del lavoro

Alla première di Cinecittà del 4 dicembre è stato presentato “Brunello, il visionario garbato”, il film di Giuseppe Tornatore che racconta la vita dell’imprenditore umbro

Brunello Cucinelli. Courtesy of Brunello Cucinelli

Il film Brunello, il visionario garbato  ha debuttato il 4 dicembre a Cinecittà. La cornice romana ha accolto la prima mondiale dell’opera diretta da Giuseppe Tornatore, che torna al genere con un taglio narrativo calibrato, mentre il musicista Nicola Piovani firma una partitura essenziale. L’uscita del film nelle sale è prevista per il 9, 10 e 11, distribuito da 01 Distribution, con una preview l’8 a Perugia con la presenza del regista e del protagonista.

Il film, prodotto a Brunello Cucinelli SpA e MasiFilm in collaborazione con Rai Cinema, ripercorre la vita di Brunello Cucinelli, nato nel 1953 in una famiglia contadina dell’Appennino umbro. Tornatore parte da quell’infanzia caratterizzata da campi, stagioni e fatiche quotidiane, che diventa la matrice di un’idea di lavoro diversa, improntata alla dignità umana.

L’itinerario narrativo procede attraverso materiali d’archivio che documentano gli anni Settanta e l’avvio dei primi laboratori, fino alla costruzione dell’impresa oggi riconosciuta come uno dei marchi italiani più affermati nel segmento del lusso. L’arco narrativo ripercorre le radici della filosofia di Cucinelli, approfondendo come il tessuto etico abbia accompagnato la crescita economica.

Gli inserti di finzione, che si intrecciano alle testimonianze, danno corpo allo sguardo privato del protagonista. Saul Nanni interpreta Cucinelli ragazzi, assieme a lui ci sono Francesco Cannevale, Francesco Ferroni, Emma Fatone e Beatrice Carlani.

Il centro gravitazionale del film è Solomeo, il borgo medievale in provincia di Perugia acquistato da Cucinelli negli anni Ottanta e restaurato nell’arco di oltre tre decenni. Tornatore riprende le piazze, le officine, il teatro, e giardini, rendendo ogni luogo parte di un discorso più ampio, che approfondisce il rapporto tra spazio, lavoro e comunità. 

Nel film il regista utilizza interventi diretti dello stesso Cucinelli, e di molti protagonisti, da Oprah Winfrey a Mario Draghi, oltre ovviamente ai familiari e agli amici d’infanzia, per ricostruire episodi di vita e scelte decisive per la sua carriera. Tra questi, l’insistenza sulla bellezza come leva culturale, la definizione di un salario che garantisca serenità ai dipendenti, la decisione di ridurre l’orario di lavoro dei dipendenti. Ogni principio è collocato nel proprio tempo storico, con precisi riferimenti all’evoluzione del mercato e alla crescita dell’azienda, che nei primi nove mesi del 2025 ha registrato un fatturato da oltre un miliardo di euro.

X