L’immaginazione al poterePer una società migliore, bisogna dare nuova forza agli ideali liberali e democratici

In “Liberi e uguali”, Daniel Chandler traccia i contorni di un vero e proprio manifesto per un futuro più giusto, al riparo dalla minaccia delle autocrazie

LaPresse

Nella storia, i sogni utopici di una società migliore sono sempre stati la linfa vitale del progresso. Molto di ciò che oggi diamo per scontato – la libertà dalla schiavitù, il suffragio universale, l’esistenza dello Stato sociale – un tempo non era altro che il parto dell’immaginazione di riformatori sociali idealisti. Se da un lato non ci è dato di cambiare il mondo soltanto con i sogni, dall’altro le teorie morali in materia di giustizia, libertà e uguaglianza, sostenute da idee concrete su come modificare le nostre istituzioni, possono essere (e sono state) fonte di ispirazione, guida e coraggio, aiutando a coalizzare i cittadini nell’impresa di cambiare in meglio le proprie società.

Oggi che il mondo democratico si trova a un bivio, abbiamo più che mai bisogno di queste teorie. Eppure, in un momento che richiederebbe creatività e audacia, troppo spesso si registra timidezza o, peggio, scetticismo e cinismo: la sensazione che la politica democratica sia irrimediabilmente corrotta e che il capitalismo vada al di là di ogni possibilità di riforma. Ne è derivata un’impennata di consenso a favore di populisti illiberali e autoritari, che ha dato origine a un palpabile senso di incertezza circa il futuro della stessa democrazia liberale.

C’è quindi urgente bisogno di una visione convincente, in grado di riaccendere la fiducia negli ideali liberali e democratici e di mobilitare la gente nella costruzione di una società migliore. Le idee di Rawls costituiscono una risorsa impareggiabile se intendiamo raccogliere questa sfida: un sistema di straordinaria coerenza e costruttività, che ha già trasformato la filosofia e potrà reinventare la politica progressista per il XXI secolo.

(…) Se il principio delle libertà fondamentali ci mostra come ripensare la democrazia liberale, il mix di equa uguaglianza delle opportunità, principio di differenza e principio del giusto risparmio ci indirizza verso la trasformazione, se non addirittura il superamento, del capitalismo per come lo conosciamo. Si deve partire da un’azione immediata per affrontare l’emergenza climatica ed ecologica e riorganizzare la nostra economia in modo che possa operare entro limiti ecologici sicuri. La definizione di una cornice giuridica che permetta di far rispettare questi limiti è un primo passaggio decisivo, e lo sviluppo di un piano più dettagliato di riduzione delle emissioni e difesa degli ecosistemi più fragili è l’imperativo politico più pressante della nostra epoca.

La sostenibilità, però, deve andare di pari passo con il più ampio obiettivo di risolvere le disuguaglianze e realizzare la giustizia economica. Se aspiriamo a un’effettiva uguaglianza di opportunità, dovremo apportare cambiamenti di enorme portata al nostro sistema scolastico – dal potenziamento dell’istruzione prescolare all’abolizione delle scuole private – e raddoppiare gli sforzi per contrastare le consolidate disuguaglianze razziali e di genere.

Al di là di questo, il nostro obiettivo dev’essere quello di costruire una società non solo più equa, ma anche più umana; una società in cui anche i lavoratori meno pagati siano trattati con dignità e rispetto, e in cui ognuno di noi abbia una reale opportunità di trovare un lavoro che possa essere per lui fonte di creatività, comunione e realizzazione personale.

(…) In tutte le democrazie avanzate del mondo, i valori liberali e democratici fondamentali sono a rischio e la sensazione è che le nostre società siano più divise che mai. Ma c’è ragione di sperare. Dopo una fase di calo, ai principali partiti progressisti (…) hanno ottenuto vittorie in paesi come Regno Unito, Germania, Australia, Brasile e Spagna. Benché il loro successo sia tutt’altro che garantito, da ciò deriva un periodo ricco di opportunità. Viviamo in uno di quei rari momenti storici in cui le norme e le lealtà consolidate sono state messe in discussione e in cui, come notoriamente affermava il filosofo Antonio Gramsci, «il vecchio muore e il nuovo non può nascere». Così come gli anni Ottanta hanno visto il trionfo del neoliberismo sull’assetto socialdemocratico del dopoguerra, stiamo ora attraversando un’altra epoca di transizione: un periodo di intenso scontro ideologico, il cui esito deciderà la forma del discorso politico e delle politiche pubbliche di una generazione. Al di là dei problemi, questa fase è l’occasione per rompere una volta per tutte con il neoliberismo e avviare con decisione la società sulla strada della giustizia, dell’equità, della libertà e dell’uguaglianza.

 

Tratto da Liberi e uguali. Manifesto per una società giusta”, di Daniel Chandler, ed. Laterza, 416 pagine, 14,99€

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