Pasticche a teschioL’eroina in pillole, e le nuove forme occulte del narcotraffico

La Policía Nacional spagnola ha intercettato otto chilogrammi di eroina compressa, le cosiddette calaveras, destinate a Madrid e Barcellona. Questo formato rende la sostanza meno riconoscibile e più attraente per i consumatori occasionali

AP/Lapresse

La Policía Nacional ha sequestrato per la prima volta in Spagna una partita di eroina in pasticche destinata alla distribuzione tra Madrid e Barcellona. In totale sono stati intercettati otto chilogrammi di sostanza stupefacente nel corso di un’operazione condotta il 12 dicembre nell’area metropolitana della capitale spagnola, dove gli agenti hanno bloccato il carico già pronto per la consegna. La modalità di presentazione della sostanza rappresenta una novità assoluta nel mercato illegale della droga e segna una discontinuità rispetto alle forme tradizionali di vendita e consumo dell’eroina, storicamente commercializzata in polvere o in forma solida.

Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito dell’operazione Atis, un nome che in turco significa “cavallo” e che richiama anche il termine con cui l’eroina viene indicata nel gergo di strada. L’indagine si è conclusa con l’arresto di cinque persone: due cittadini turchi, due dominicani e un colombiano. La banda stava sperimentando nuove modalità di introduzione della sostanza sul mercato, valutando l’impatto del nuovo formato sulle reti di distribuzione e sulla domanda.

Le pillole, soprannominate calaveras per la loro forma a teschio, avrebbero potuto essere vendute a un prezzo compreso tra otto e dieci euro, in linea con le fasce di prezzo dell’eroina di bassa e media qualità. Le analisi di laboratorio hanno rilevato una purezza compresa tra il dieci per cento e il 10,5 per cento, una presenza di caffeina pari al cinquanta per cento e altri agenti di taglio.

Las calaveras non sono prodotte per l’assunzione orale come la maggior parte delle droghe sintetiche. La compressa deve essere polverizzata per poi essere iniettata, fumata o “sniffata”. La novità più allarmante sta nel fatto che la trasformazione dell’eroina in compressa non riguarda soltanto la forma, ma l’intero processo di presentazione del prodotto. La scelta del teschio richiama pratiche già diffuse nel mercato delle droghe sintetiche e segnala una crescente attenzione al packaging come strumento funzionale alla diffusione della sostanza: il formato in pillola rende l’eroina meno riconoscibile, più facilmente occultabile e più assimilabile ad altri stupefacenti già presenti sul mercato, incidendo sulla percezione del consumo e sulle modalità di circolazione lungo le filiere illegali. E la nuova forma a compressa rende più complicata la valutazione della quantità effettivamente assunta e può favorire comportamenti di consumo meno controllati, soprattutto tra soggetti non abituali. «Fa tutto parte di una campagna di marketing», ha dichiarato a La Vanguardia un commissario della Narcotici. Il gruppo, guidato dal cittadino turco, puntava a intercettare consumatori che non avrebbero acquistato l’eroina nella sua forma abituale, pur mantenendo modalità di assunzione tradizionali. La tendenza si inserisce in un quadro più ampio di sperimentazione commerciale da parte delle reti di spaccio: logiche simili emergono anche nella diffusione dei cosiddetti rebujitos, miscele di eroina e cocaina vendute a basso costo come prodotto “nuovo”, pensato per attirare soprattutto i consumatori più giovani all’uso dell’eroina che ha meno commercio rispetto ad altri narcotici.

Intanto, a livello europeo, secondo i dati dell’European Drug Report (edizioni 2024-2025), l’eroina resta la principale causa singola di morte per overdose tra le droghe illecite, con una stima compresa tra millecinquecento e duemila decessi l’anno. L’Italia è coinvolta in circa il quaranta o cinquanta per cento delle overdose fatali, a conferma che non si tratta di una sostanza relegata a un passato dimenticato.

A Roma, ad esempio, il bilancio della campagna “Dove la butto”, promossa dall’Unità Itinerante Villa Maraini-Croce Rossa italiana insieme a Roma Capitale e Zètema Progetto Cultura, parla di 26.685 siringhe raccolte (e distrutte) in sei mesi tra marciapiedi, giardini e parchi giochi, restituendo una fotografia concreta della diffusione del fenomeno. Mentre sul fronte dei consumi il recente rapporto annuale dell’Osservatorio Nazionale sulla Droga segnala un incremento del quindici per cento nell’ultimo anno dell’uso di eroina tra i giovani di età compresa tra i sedici e i venticinque anni. I casi ufficialmente censiti sono circa trentamila, un numero che sottostima l’ampia area sommersa di consumatori che non emerge nelle statistiche ufficiali.

X