La sfida invisibile dei GiochiMilano-Cortina 2026 è una gigantesca prova generale di mobilità

Secondo un’analisi del Sole 24 Ore, la logistica delle Olimpiadi invernali poggerà soprattutto sulla ferrovia e sull’intermodalità treno-bus. Tra atleti, volontari, media e spettatori, la macchina dei trasporti dovrà reggere flussi imponenti in territori fragili, riducendo al minimo l’impatto su strade e città montane

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La macchina logistica delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dovrà gestire lo spostamento di almeno cinquecentomila appassionati, tra pubblico italiano e internazionale, lungo le principali arterie che collegano le sedi di gara tra Lombardia, Veneto e aree alpine. Oltre agli spettatori, la Fondazione Milano Cortina coordinerà la mobilità della cosiddetta “famiglia olimpica allargata”: si parla di duemilanovecento atleti, quattromiladuecento persone tra allenatori e staff, e poi ancora, diciottomila volontari e ventunomila operatori dei media, tra giornalisti, tecnici e cameraman. Le stime parlano di 1,5 milioni di turisti attesi in Italia nelle settimane dei Giochi, mentre i biglietti venduti hanno già superato il milione, pari a circa il novanta per cento della disponibilità complessiva.

Secondo quanto racconta Il Sole 24 Ore in un articolo firmato da Marco Bellinazzo e Marco Morino, i treni saranno il pilastro della logistica olimpica. Il gruppo Ferrovie dello Stato prevede di trasportare circa centomila passeggeri legati all’evento, tra treni e bus. Per atleti e accreditati sono previsti cinquanta treni charter e oltre quattrocento autobus al giorno, mentre sui collegamenti ad alta velocità – in particolare Milano-Venezia e Milano-Trento – saranno messi a disposizione oltre cinqauntamila posti riservati. Trenord potenzierà il servizio regionale tra Milano e la Valtellina con centoventi corse aggiuntive al giorno, trasformando la linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano nella vera “metropolitana” dei Giochi.

L’accesso alle località montane sarà regolato da zone a traffico limitato e sistemi di parcheggio di interscambio. A Cortina e in Valtellina, chi arriverà in auto dovrà fermarsi nei parcheggi predisposti e proseguire con le navette del sistema “MiCo Shuttle”, incluse nel biglietto dell’evento. A Cortina saranno operativi cento bus per gli spettatori e centoventi per stakeholder e sponsor, mentre Uber metterà in campo oltre cinquemila autisti. Per ragioni di sicurezza non saranno consentiti trasferimenti in elicottero per i tifosi vip.

Un ruolo centrale sarà svolto anche da Poste Italiane, che curerà la gestione logistica dei materiali attraverso due magazzini principali – uno da venticinquemila metri quadrati e uno da ottomila dedicato al broadcasting – oltre a centri locali come quello di Bormio. Poste si occuperà anche del trasporto delle attrezzature sportive da e verso aeroporti e villaggi olimpici, utilizzando una flotta di duecentosettanta mezzi.

La scelta di puntare sulla ferrovia e sull’intermodalità, spiegano Bellinazzo e Morino sul Sole 24 Ore, risponde all’esigenza di ridurre la pressione sulle strade e garantire flussi ordinati in territori fragili come quelli alpini, assicurando affidabilità e sostenibilità all’intero sistema dei Giochi.

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