
L’attore statunitense James Van Der Beek, diventato celebre alla fine degli anni Novanta come protagonista della serie televisiva Dawson’s Creek, è morto mercoledì all’età di 48 anni dopo una battaglia contro un tumore al colon-retto al terzo stadio, reso pubblico nel novembre 2024. La notizia è stata comunicata dalla famiglia con un messaggio diffuso sui suoi profili social. «Il nostro amato James David Van Der Beek si è spento serenamente questa mattina», si legge nel comunicato. «Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia». La famiglia ha aggiunto che «c’è molto da condividere sui suoi desideri, sul suo amore per l’umanità e sulla sacralità del tempo. Quel momento verrà. Per ora chiediamo rispetto e tranquillità mentre piangiamo il nostro amato marito, padre, figlio, fratello e amico».
La diagnosi è arrivata nella seconda metà del 2023 ed è stata annunciata pubblicamente un anno dopo. Riguardava una forma di cancro che si era già estesa ai linfonodi vicini. Van Der Beek ha raccontato di avere iniziato a sospettare qualcosa dopo cambiamenti persistenti nelle funzioni intestinali, prima di sottoporsi a uno screening che ha rivelato la malattia. Nei mesi successivi ha parlato apertamente del percorso terapeutico, definendo il cancro «un lavoro a tempo pieno» fatto di appuntamenti, pratiche assicurative e conversazioni difficili con i figli. Ripensando al momento più duro delle cure ha detto di essersi sentito privato dei ruoli che lo definivano, ma di avere compreso che «sono ancora degno di amore». Dopo la diagnosi ha anche incoraggiato la prevenzione, spiegando: «Se posso evitare a qualcuno di dover affrontare tutto questo, è qualcosa di straordinario».
Van Der Beek lascia la moglie Kimberly e sei figli, Olivia, Joshua, Annabel, Emilia, Gwendolyn e Jeremiah. Poche ore dopo l’annuncio della morte, la moglie ha condiviso un link a una campagna di crowdfunding spiegando che i costi delle cure e della lunga battaglia contro il cancro hanno esaurito le risorse della famiglia. Nel testo si legge che «i costi delle cure mediche di James e la lunga battaglia contro il cancro hanno lasciato la famiglia senza risorse» e che le donazioni serviranno a coprire le spese essenziali, permettere ai figli di proseguire gli studi e garantire una stabilità economica in una fase definita «incredibilmente difficile».
Il quarantottenne attore era nato l’8 marzo 1977 a Cheshire, nel Connecticut, primogenito di tre figli, con una madre insegnante di ginnastica ed ex ballerina e un padre dirigente di una compagnia telefonica. Si è avvicinato alla recitazione durante l’adolescenza, ha frequentato la Cheshire Academy e ha iniziato a lavorare a New York già da minorenne, debuttando a teatro in produzioni off Broadway. Nel 1997 studiava alla Drew University quando è arrivato il provino per Dawson’s Creek.
La serie, trasmessa dal 1998 al 2003 ha raccontato la vita sentimentale e le amicizie di un gruppo di adolescenti in una cittadina immaginaria del New England. Van Der Beek ha interpretato Dawson Leery, un quindicenne appassionato di cinema che sognava di diventare regista. Accanto a lui hanno recitato Katie Holmes, Michelle Williams e Joshua Jackson. Il successo è stato immediato, trasformando l’attore in un volto simbolo della cultura pop di fine millennio.
Nel 1999 ha consolidato la propria popolarità con il film “Varsity Blues“, in cui ha interpretato un quarterback di scuola superiore in conflitto con l’ambiente sportivo che lo circondava. Negli anni successivi ha cercato ruoli differenti, recitando in “Le regole dell’attrazione” e “Jay & Silent Bob… Fermate Hollywood!”.. Dopo la conclusione di Dawson’s Creek ha lavorato soprattutto in televisione, con ruoli in CSI: Cyber e nella prima stagione di Pose.
Negli anni Dieci ha scelto di confrontarsi apertamente con la propria immagine pubblica interpretando una versione caricaturale di sé nella sitcom “Non fidarti della str**** dell’interno 23”, in cui ha ironizzato sulla difficoltà di emanciparsi dal personaggio che lo aveva reso famoso. In diverse interviste ha spiegato che affrontare con autoironia il proprio passato televisivo è stato un modo per riprendere controllo sulla narrazione della propria carriera.
Nel settembre scorso ha partecipato, tramite un collegamento video, a una reunion benefica del cast di Dawson’s Creek organizzata a New York per raccogliere fondi a favore della lotta contro il cancro. L’evento, che prevedeva una lettura pubblica del primo episodio della serie, è stato anche un gesto di sostegno nei suoi confronti.