Dove vanno i personaggi delle canzoni quando le canzoni finiscono? A questa domanda cerca di rispondere un volume pubblicato da Carthusia Edizioni, un silent book: un libro senza parole dove la narrazione è affidata solo alla forza delle immagini, per raccontare l’universo lirico del cantautore Francesco De Gregori.
Il progetto nasce da un’intuizione corale, che ha visto collaborare da una parte Patrizia Zerbi, editrice di Carthusia, che da quindici anni promuove i libri silenziosi come genere letterario capace di adottare un linguaggio democratico, e universale; e dall’altra Angelo Ruta, illustratore dalla grande sensibilità cinematografica, e Claudio Corbino, presidente dell’Associazione Diplomatici e amico storico del cantautore italiano.
Lo stesso De Gregori ha seguito il processo editoriale mettendo a disposizione i propri testi e suggerendo il titolo, tratto da uno dei suoi versi più evocativi.
Il libro si apre con l’immagine di una ragazzina che sbircia dentro una vecchia chitarra. Quel buco di risonanza si trasforma in un portale magico verso il mondo del “Principe” dei cantautori, l’appellativo che Lucio Dalla diede a Francesco De Gregori. Nelle tavole di Angelo Ruta si ritrovano tendoni dei circhi onirici, praterie spoglie e oceani freddi, ma anche i profili dei tetti di periferia, sotto cui abita un’umanità variegata, fatta di emarginati, eroi quotidiani e sognatori, che popolano le quattordici canzoni scelte per questo viaggio.
«Quando Angelo Ruta mi ha proposto di ripercorrere la poetica musicale di De Gregori attraverso un libro silenzioso, la mia adesione è stata immediata perché credo fortemente nelle potenzialità comunicative del silent book – racconta Patrizia Zerbi, editrice di Carthusia –. Il suo linguaggio visivo è democratico, non conosce barriere e tocca nel profondo il cuore di tutti. Lo fa con la stessa intensità delle splendide metafore presenti nelle canzoni di De Gregori».
L’autore delle opere, Angelo Ruta ha lavorato su ogni tavola come se fosse una “scena madre”. Utilizzando inquadrature che ricordano la cinepresa, l’illustratore guida lo sguardo del lettore alla scoperta di dettagli nascosti, piccoli punti culminanti che collegano una pagina all’altra.
Cantando con gli occhi invita al lettore a fermarsi, ad assaporare il tempo, permettendogli di scorrere un po’ più lento, e invitando lettrici e lettori a immergersi nei particolari. «Concediamoci il piacere di perderci in un’immagine cercandone il senso e di vedere raffigurate certe storie, anche se le conosciamo già – dice l’illustratore –. Storie cantate, che risuonano in testa senza stancarci, risvegliando ricordi o vestendosi di nuovi significati».
Inserito nella collana Nuovi Orizzonti, dedicata ai temi del futuro e dell’impegno civile, Cantando con gli occhi si conclude con i testi originali dei brani e con i contributi degli autori che hanno contribuito all’opera, tra cui Stefano Pistolini e Salvatore Carrubba.
Il volume unisce le generazioni: da una parte, i genitori cresciuti con la Leva calcistica della classe ‘68 e dall’altra i figli che, attraverso i tratti di Ruta, possono scoprire la potenza di una storia che non ha bisogno di suoni per essere raccontata.
