Alta cucina liveLa Taverna Futurista debutta al Kappa FuturFestival

Dal 3 al 5 luglio a Torino un progetto che porta sei chef dentro il festival. Pranzi degustazione e cene informali per raccontare la cucina italiana in un contesto inedito

Kappa FuturFestival 2023, foto di Marco Menghi

Al Parco Dora di Torino, dal 3 al 5 luglio, il Kappa FuturFestival introduce la Taverna Futurista, uno spazio dedicato all’alta cucina all’interno del programma del festival. Un progetto che amplia l’offerta dell’evento, affiancando alla musica elettronica una proposta gastronomica strutturata.

La formula si sviluppa su tre giorni e coinvolge sei chef con percorsi e identità differenti. I pranzi sono pensati come momenti seduti, con menu degustazione che permettono di entrare nel linguaggio di ciascun cuoco. Le cene, invece, hanno un’impostazione più libera, in piedi, con un servizio che privilegia la condivisione e la rapidità.

Ad aprire è Davide Di Fabio, con una cucina che lavora su tecnica e materia prima. La sera, Tiziana Francoforte porta una lettura contemporanea della tradizione siciliana. Il giorno successivo è dedicato a Chiara Pavan e Francesco Brutto, che costruiscono la loro proposta sulla laguna veneziana e sui temi della biodiversità. Domenica chiude Enrico Crippa, con una selezione della sua cucina, affiancato la sera da Dennis Panzeri con un format più informale legato alla tradizione piemontese.

Il progetto si muove tra due registri. Da un lato la cucina d’autore, dall’altro modelli conviviali ispirati a contesti riconoscibili come il bacaro veneziano, la Vucciria palermitana e la piola piemontese. L’obiettivo è adattare questi format a un ambiente dinamico, mantenendo leggibilità e identità.

L’allestimento richiama l’estetica futurista, in coerenza con il concept del festival. Anche sul fronte vino, la proposta è curata per accompagnare i diversi momenti, con un lavoro che punta sulla relazione tra prodotto e racconto.

Con la Taverna Futurista, il Kappa FuturFestival integra la dimensione gastronomica nel proprio programma, costruendo un’esperienza che affianca alla musica una proposta culinaria riconoscibile, senza replicare il modello del ristorante tradizionale.

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