Le parole sono importantiNon dire no. Ovvero impariamo a parlare in positivo

«Ci sono studi che dimostrano che l'ottantacinque per cento dei messaggi convogliati dagli adulti ai bambini sono negativi - "no", "smettila", "non fare"». Lo spiega Gretchen Rubin nel suo libro "P...

«Ci sono studi che dimostrano che l’ottantacinque per cento dei messaggi convogliati dagli adulti ai bambini sono negativi – “no”, “smettila”, “non fare”». Lo spiega Gretchen Rubin nel suo libro “Progetto Felicità”.

Spesso, però, avvertenze di questo genere non sortiscono nessun effetto, se non far disperare il genitore inascoltato.

L’autrice suggerisce, per questa ragione, di parlare in positivo. «Invece di dire “No, non prima di aver finito di pranzare”, cerco di dire “Sì, appena avremo finito di pranzare”».

Si tratta di un’ottima abitudine, non solo per parlare con i bambini, ma anche con gli adulti. Perchè?

Perchè il cervello umano non conosce la negazione. Se diciamo a qualcuno “smettila di arrabbiarti” avremo comunque evocato, a livello inconscio, lo schema mentale dell’arrabbiatura e faciliteremo – anzichè – dissuaderla, proprio questa reazione.

È una buona norma da tenere a mente, non solo nella vita quotidiana, ma anche sul lavoro – e in politica (dove violare questa regola può costare caro).

g.giansante.linkiesta@gmail.com

gianlucagiansante.com

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Linkiesta Paper Estate 2020