PAPAGENO - Incursioni nella musica d’oggiFondere generi musicali apparentemente lontani. Il caso Uri Caine.

Infinite sono le iniziative ideate in questi anni per avvicinare generi musicali che una volta se ne stavano disciplinati nei loro spazi, seguendo i propri canoni e rivolgendosi a un pubblico affez...

Infinite sono le iniziative ideate in questi anni per avvicinare generi musicali che una volta se ne stavano disciplinati nei loro spazi, seguendo i propri canoni e rivolgendosi a un pubblico affezionato. Rockettari entrano nei templi della musica, astri del concertismo si esibiscono negli stadi, Lucio Dalla suona con la London Symphony, il Teatro alla Scala invita Vasco Rossi, la “magia jazz e classica” di Riccardo Chailly e Stefano Bollani scala le classifiche dei cd più venduti.
Da un lato la pop star trova riconoscimenti negli ambienti musicali istituzionali, dall’altro le società più prestigiose (e un tantino impaludate) devono far fronte a un pubblico che invecchia e scarseggia. Così nascono nuove formule di concerto. Benissimo. Si tratta comunque di operazioni difficili e non di rado discutibili (vedi ad esempio Giovanni Allevi al Quirinale, dove un tempo stavano musicisti del calibro di Celibidache).
Soprattutto ci si diverte a fondere linguaggi diversi, come classica, tradizioni extra-occidentali e jazz.
In questo contesto emerge il lavoro di Uri Caine, pianista che si è formato nelle università americane più prestigiose mentre di notte si esibiva nei jazz club più vivaci, da giovanissimo protagonista della scena musicale newyorkese e poi quella internazionale. I suoi primi album sono omaggi a Thelonius Monk ed Herbie Hancock, quelli immediatamente successivi si rivolgono a Bach, Beethoven, Schumann, Mahler e Wagner: i grandi classici vengono rivisitati con improvvisazioni, come fossero standard jazz. Una sequenza di accordi di una sonata di Mozart e un’idea ritmica delle variazioni Diabelli di Beethoven diventano spunti per creare nuova musica. Titano, Resurrezione e Canto della Terra di Mahler, che già di per sé rielaborano canti popolari, motivi boemi, marce militari e armonie wagneriane, si prestano in modo particolare al genere.

Non prendiamoli come stravolgimenti della musica che amiamo, ma piuttosto come altri modi di suonarla.

Cosa può diventare Mozart:

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