Verde MatematicoOnkalo, il nascondiglio delle scorie. Per l’eternità

In attesa di poter finalmente votare per il referendum sul nucleare, se qualcuno avesse ancora dubbi, può documentarsi su cosa vuol dire avere delle centrali nucleari e dover smaltire le relative s...

In attesa di poter finalmente votare per il referendum sul nucleare, se qualcuno avesse ancora dubbi, può documentarsi su cosa vuol dire avere delle centrali nucleari e dover smaltire le relative scorie, radioattive per centinaia di migliaia di anni.

Una buona occasione è vedere un documentario dal titolo molto eloquente: ‘Into enternity’, che sarà proiettato nella giornata finale del festival Cinemambiente domenica 5 giugno a Torino.
http://www.cinemambiente.it/film_ambiente/5521_Into_Eternity.html

‘Into eternity’ è girato a Olkiluoto, isola sulla costa finlandese, a noi ormai ben nota per la travagliata costruzione di una centrale EPR da 1600 MW, identica a quelle che potremmo ritrovarci in Italia se il referendum fallisse.

Il documentario, realizzato dal regista statunitense Michael Madsen, racconta il tentativo di costruire un deposito permanente di scorie radioattive, il cui nome già la dice lunga: ‘Onkalo’, che in finlandese significa ‘nascondiglio’ e raccoglie i pareri di scienziati e esperti. Attualmente è in programmazione anche nelle sale della nuclearissima Francia e da noi sarebbe il caso di trasmetterlo subito in prima serata.

Il ‘nascondiglio’, sepolto a 500 metri di profondità, è progettato per avere una capacità di 330mila metri cubi, e sarebbe raggiungibile attraverso un labirinto di 6 kilometri, la cui forma, ingigantita, ricorderebbe vagamente quella degli acquascivoli dei grandi acquapark. Al costo (dichiarato) di ‘soli’ 2,5 miliardi di euro per la costruzione, e di altri 3 miliardi per lo smaltimento, raccoglierebbe le sole scorie prodotte in Finlandia.

Il progetto è molto ambizioso e nasconde molti rischi, oltre alle scorie. Non esiste alcun deposito permanente di scorie radioattive in nessuna parte del mondo, e ancora brucia il fallimento del progetto di Yucca Mountain negli Usa. Nel 2020 comincerebbero ad essere riversate al suo interno le scorie nucleari dei quattro reattori finlandesi e nel 2100 verrebbe tutto chiuso e sigillato per durare almeno per 100mila anni.

Ma centomila anni sono lunghi. Può accadere di tutto. Cosa succederebbe, per esempio, se nell’arco di 100mila anni ci fosse un terremoto di grandi dimensioni proprio in quella zona?

Ci risponde proprio Posiva, la società finlandese che sta costruendo l’impianto. Sul suo sito web possiamo leggere questa ‘rassicurante’ frase:

Le probabilità (di un grave terremoto) sono molto scarse, ma non si possono escludere in un periodo di tempo così lungo.(……)In un caso molto pessimistico, alcuni contenitori potrebbero rimanere danneggiati a causa del movimento delle rocce e le sostanze radioattive potrebbero entrare in contatto con le acque sotterranee (…).
http://www.posiva.fi/en/databank/frequently_asked_questions?i=46#faq_46

Non troppo rassicurante per chi si troverà nei prossimi 100mila anni ad abitare la fredda Finlandia…

Uno spettatore, sul portale del cinema IMDB, commenta così: ‘Il film sembra essere un messaggio lasciato a qualche futura specie vivente per spiegare chi o cosa sono stati gli esseri umani ormai estinti’.

Ecco. Purtroppo è probabile che nessuno potrà vedere questo documentario tra 100mila anni, ma certamente questo deposito di scorie radioattive, ancora sepolto sotto la taiga finlandese, parlerà ancora per noi.

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