Verde MatematicoUna Robin Hood Tax per salvare economia e clima

Un uomo nel suo ufficio, a Wall Street o in qualsiasi parte del mondo, siede al suo trading desk. Il volto è illuminato dal riflesso dei monitor davanti a lui, su cui scorrono una dietro l’altro gr...

Un uomo nel suo ufficio, a Wall Street o in qualsiasi parte del mondo, siede al suo trading desk. Il volto è illuminato dal riflesso dei monitor davanti a lui, su cui scorrono una dietro l’altro grafici e cifre. Preme un tasto una, due, infinite volte nel giro di pochi minuti, acquista e vende titoli incessantemente. Se gli va bene, a fine della giornata, avrà guadagnato o fatto guadagnare alla sua società cifre ingenti, sfruttando le oscillazioni del valore dei titoli negoziati.

Basta moltiplicare questa semplice operazione per migliaia di operatori, per centinaia o migliaia di volte al giorno, 24 ore su 24, per rendersi conto di quanto possa influire questa attività di compravendita speculativa sulla stabilità dei mercati, sulla volatilità dei prezzi e, quindi, di conseguenza, sull’economia globale.

Le speculazioni hanno un ruolo chiave nelle crisi che il sistema finanziario globale ha attraversato e sta attraversando. Da tempo si parla di un meccanismo che possa arginare gli effetti negativi dell’attività speculativa. Nel documento finale del G20 di Pittsburgh del 2009, si è affermata l’esigenza di un meccanismo di regolazione del mercato, per inibire le speculazioni e creare un gettito per coprire i costi derivanti proprio dalle crisi.

Secondo economisti e premi nobel come Paul Krugman e Joseph Stiglitz la risposta a questa esigenza può essere l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), meglio conosciuta come Robin Hood Tax.

Il nome rende bene l’idea. Si prelevano risorse dagli speculatori e si destinano a chi subisce le conseguenze delle speculazioni. Il suo funzionamento è molto semplice: tassare con una bassa aliquota, tra lo 0,01 e lo 0,05% ogni singola transazione, disincentivando l’attività di chi fa un alto numero di operazioni sui mercati finanziari e incidendo molto marginalmente su chi invece effettua investimenti non speculativi a medio e lungo termine.

Il gettito annuale globale, stimato dall’economista dell’Austrian Institute of Economic Research, Stephan Schulmeister in ben 655 miliardi di dollari, potrebbe essere utilizzato proprio per sanare gli effetti negativi derivanti dalle speculazioni, ma anche per la lotta alla povertà o ai cambiamenti climatici.

In Europa la Robin Hood Tax non dispiace agli esecutivi di Francia e Germania e trova consensi in molti dei governi dell’Unione. Secondo Josef Ackerman, direttore della Deutsche Bank, l’applicazione della tassa è possibile anche solo a livello regionale, e in Europa contribuirebbe a recuperare 210 miliardi di euro all’anno.

Manuel Barroso ha reso noto nei giorni scorsi che la Commissione europea presenterà una proposta di legge sulla TTF subito dopo l’estate, affermando che parallelamente bisognerà continuare a ragionare su un accordo globale. Oggi Bersani, a margine del Consiglio europeo a Bruxelles, si è detto favorevole alla sua introduzione.

Per promuovere l’introduzione della Robin Hood Tax è stata indetta ieri una giornata di mobilitazione internazionale in 40 paesi del mondo, proprio in occasione dell’inizio dei lavori del Consiglio europeo oggi a Bruxelles. Ad appoggiare l’iniziativa sono anche i sindacati internazionali. Sharan Burrow, segretario generale dell’ITUC, la confederazione internazionale dei sindacati, ha dichiarato che una tassa sulle transazioni finanziarie assicurerebbe risorse vitali per la creazione di nuovi posti di lavoro, per affrontare i cambiamenti climatici e per la lotta alla povertà. E su questa posizione si trovano d’accordo anche i sindacati italiani CGIL, CISL e UIL.

Le cinquanta organizzazioni riunite in Italia sotto il cappello della campagna ZeroZeroCinque, hanno sguinzagliato proprio ieri per le strade di Roma squadre di Robin Hood con l’obiettivo di fare pressione sul governo italiano e convincerlo a prendere posizione a favore della TTF.

E hanno presentato la prima wiki-legge italiana, una legge di iniziativa popolare per l’introduzione della tassa, il cui testo tutti i cittadini possono contribuire a scrivere attraverso una consultazione pubblica sul sito www.zerozerocinque.it.

L’Italia, nonostante Tremonti abbia definito in passato le speculazioni come la ‘peste di questo principio di secolo’, non ha preso ancora una posizione chiara sulla tassa. Eppure proprio il governo italiano, chiamato dall’Europa a una dura manovra, potrebbe trovare in questa tassa uno strumento per reperire risorse nuove, evitando di aggredire le spese per il welfare.

I cittadini italiani e europei, nel frattempo, guardano alla Grecia con preoccupazione. Secondo le dichiarazioni di Junker, presidente dell’Eurogruppo, le banche private non saranno obbligate alla ristrutturazione del debito greco e il timore è che ancora una volta il costo della crisi ricada solamente sulla collettività. Brucia ancora il salvataggio delle grandi banche, ‘too big to fail’, che è costato a livello globale 13mila miliardi di dollari, pagati dai governi di tutto il mondo attraverso il Fondo Monetario Internazionale.

La Robin Hood Tax servirebbe dunque anche a questo: a spazzare via la sensazione, ormai diffusa nel settore finanziario, che speculare in fondo sia privo di rischi e che a pagare il conto alla fine sia sempre e solo la collettività.