Marchionne veste PradaAltaRoma: se l’alta moda italiana guardasse a un mercato (come sarebbe?)

Stamattina alla sfilata di Raffaella Curiel c'erano posti vuoti in seconda fila. Una collezione molto curata, in ogni minimo dettaglio: dalla pelliccia ai drappeggi degli abiti, dai pizzi ai ricami...

Stamattina alla sfilata di Raffaella Curiel c’erano posti vuoti in seconda fila. Una collezione molto curata, in ogni minimo dettaglio: dalla pelliccia ai drappeggi degli abiti, dai pizzi ai ricami in pietre. Perfino i pantaloni cadevano alla perfezione sui corpi delle modelle che non sono certo quelle del pret-à-porter: sono alte, snelle, belle. Ci sono stati applausi, ma applausi dei vecchi amici seduti nel front row: mentre sfilava questa collezione, davvero raffinata, mi chiedevo se il target fosse solo una ricca signora romana sopra i 45. E, se si, perchè.

I ricchi di domani, non fanno che ripetere le statistiche, sono i giovani cinesi under 40, i giovani arabi e i brasiliani, i russi. Apprezzo la moda di Lella Curiel, che è un pezzo di storia della couture italiana, ma questi ricchi di domani li vedo addentare i plafond delle loro Mastercard e Visa Black per le vie di Parigi dove è possibile trovare ricerca e design innovativo, pezzi unici, giovani e freschi. Dove c’è ancora l’imbarazzo della scelta e non ci sono applausi che fanno rima con “memoria”. Un esempio per tutti: l’haute couture Dior che ha sfilato qualche giorno fa a Parigi era una collezione decisamente non all’altezza. E non c’è commento che non l’abbia fatto notare.

Qual è il mercato dell’alta moda italiana che sfila ad AltaRoma? Sono gli amici, i fan, gli affezionati? Perchè non si è capaci di avere una visione più ampia, proiettata sul futuro?

Intanto, prima della sfilata Curiel, ad AltaRoma impazza (ancora) la polemica. Il front row a una manciata di metri dalla presidente Silvia Venturini Fendi si scalda subito: “Se i politici si facessero i fatti propri”, “Rendiamo questa manifestazione appetibile per gli sponsor privati”, “Paragonarci a Parigi è un’idiozia: lì hanno dei budget assurdi”.

Il commento più sensato lo sento da un super insider “Una volta qui ad Altaroma sfilavano i giovani. Giovani che poi sono diventati Valentino, Armani, Versace. Oggi a puntare sui vecchi si sbaglia e si snatura la manifestazione”.

Quale sarà l’asso nella manica di AltaRoma quando l’anno prossimo verranno meno i 600mila euro della Regione (che, tra l’altro, da bravo ente pubblico pare sia in ritardo sui pagamenti per un totale di 1milione 200mila euro di debito con la società)?