Marchionne veste PradaMilano Fashion Week: chi è contento e chi no. E chi ci guadagna.

Max Mara, Blugirl, Fendi, Scervino, D&G..Benvenuti nel girone dei modaioli che in questi giorni ha la sua sede prediletta - sebbene sempre criticata - a Milano. Benvenuti nelle giornate che mai fin...

Max Mara, Blugirl, Fendi, Scervino, D&G..Benvenuti nel girone dei modaioli che in questi giorni ha la sua sede prediletta – sebbene sempre criticata – a Milano. Benvenuti nelle giornate che mai finiscono, tra gente che non dorme mai e mangia poco e si cambia in macchina perchè indossare un vestito solo in una giornata potrebbe essere un crimine punito non dalla Corte dell’Aja ma da questa Corte dei Miracoli sì. Corte deI Miracoli in senso soprattutto estetico perchè in questi giorni (fatevi un giretto in zona Montenapoleone-Cordusio-Senato) se ne vedono delle belle. E tutte sopra le righe. Dalle giapponesi con i capelli viola e i calzettoni sopra al ginocchio alle americane con tacchi vertiginosi che camminano a fatica sulle pavimentazioni ottocentesche dei palazzi, fino ai giovanissimi che indossano accozzaglie improbabili di capi (giacche militari, camicia pigiama style e leggings) per farsi fotografare dai photo blogger a caccia di nuovi trend.

Benvenuti alla settimana della moda di Milano, insomma.

Un evento d’impatto, non c’è che dire, che piace a qualcuno e a qualcun altro no. Ma che fa guadagnare molti.

A chi piace…

ai modaioli che finalmente possono vantarsi e mettere quelle scarpe assurde comprate nei saldi o su Yoox; ai giornalisti di moda (non tutti, solo quelli con l’autista) che possono sentirsi al centro dell’attenzione; alla CNMI che evede dispiegata tutta la sua potenza in 7 giorni; ai curiosi che si affacciano dove c’è folla sperando di vedere una celebrity

A chi non piace..

ai comuni mortali che devono andare a lavorare e alle 9,30 hanno già un bell’ingorgo in Corso Venezia, che poi si sposterà in Corso Italia e in Piazza Oberdan e così andare fino alle 22 almeno; agli autisti che devono scarrozzare i giornalisti e, poveracci, passano 3/4 della giornata ad aspettare e restante quarto nel traffico; al personale della security che deve tenere a bada ospiti impazienti e potenziali imbucati.

Chi ci guadagna? (qui viene la parte seria).

A Milano, un po’ tutti: gli alberghi pieni, i tassisti (“le americane prendono il taxi anche per fare 100 metri” mi dice uno di loro), i baristi (sommo gaudio di un barista di Corso Venezia che riporta un’impennata nei consumi di cappuccini), i parrucchieri. Anche i negozi di abbigliamento e accessori, perchè la moda porta voglia di moda (e perchè cinesi, russi, giapponesi e arabi nessuno li ferma quando sono in via Montenapoleone e dintorni con la loro carta di credito). Per non parlare dello staff: tecnici suono e luci, regia delle sfilate, tecnici per lo streaming. Molte sono sponsorship (come quelle con i parriucchieri e i truccatori), ma tanti sono posti di lavoro. Anche se solo per una settimana.

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