CongiunturaPure l’America dice (per ora) all’Europa di arrangiarsi

«Non abbiamo intenzione di fornire ulteriori risorse al Fondo monetario internazionale». Dopo la Cina, anche l’America sbatte la porta in faccia all’Europa. Oggi infatti il Fmi aveva invocato un au...

«Non abbiamo intenzione di fornire ulteriori risorse al Fondo monetario internazionale». Dopo la Cina, anche l’America sbatte la porta in faccia all’Europa. Oggi infatti il Fmi aveva invocato un aumento della capacità del fondo stesso. «Fino a 1.000 miliardi di dollari», ha detto il direttore generale Christine Lagarde. L’obiettivo era quello di creare una barriera di protezione in grado di arginare la crisi europea. Tuttavia, in serata è giunto il gran rifiuto del Tesoro statunitense. Non era difficile pensare il contrario.

«L’Europa può risolvere i suoi problemi da sola». Così gli Usa hanno chiuso (per ora) la faccenda riguardante la creazione di un meccanismo di stabilizzazione finanziaria con a capo il Fmi. Eppure, il sentore è che sia solo la seconda parte di un braccio di ferro che durerà ancora a lungo. Da una parte abbiamo gli Usa. Dall’altra l’Europa. In mezzo il Fmi. Sullo sfondo i Bric (Brasile, Russia, India, Cina). Washington sa che nel caso di un collasso dell’eurozona nessuna economia sarebbe al sicuro, ma nel frattempo deve combattere contro i problemi interni, disoccupazione in primis. Bruxelles sa che la strada da percorrere è lunga e irta di ostacoli, dato che in due anni non si è nemmeno ancora risolta la crisi della Grecia. Il Fmi, invece, sta cercando da mesi di mettere in guardia i politici europei sulla gravità della situazione, ma non può avere obbligare l’America ad andare in sostegno dell’Ue. I Bric attendono risposte e garanzie dall’Europa, anche se questa non ne ha nemmeno per sé stessa. Il tutto in vista di un riassesto degli equilibri di potere all’interno del Fondo monetario internazionale in grado di dare più importanza alle economie emergenti.

Mentre il mondo litiga, il tempo scorre. Il deal sul debito greco ancora non è stato raggiunto e il default è la soluzione che sembra essere la più realistica. Ma quando questo evento ci sarà, l’Europa si troverà nella situazione di dover affrontare una crisi finanziaria senza avere adeguate risorse. Forse, solo in quel caso, Usa, Bric ed Europa capiranno che bisognava prevenire il contagio, non curare l’epidemia.

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

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