Quello che non c’èQuello che non sa di saper essere Milano o forse sì.

Milano si butta via. Perché sa essere meglio. Sa essere una madre che parla con l'anima della figlia, bellissima, morta a ventitre anni, e non avere imbarazzo a dirlo. Sa essere una telefonata dall...

Milano si butta via. Perché sa essere meglio.

Sa essere una madre che parla con l’anima della figlia, bellissima, morta a ventitre anni, e non avere imbarazzo a dirlo.

Sa essere una telefonata dalla voce calda e profonda che racconta una guerra che non è fatta soltanto di percussori e piombo, ma di uomini e sangue, conflitti a fuoco in mezzo alla strada senza sentirsi eroi, e senza avere paura delle proprie azioni passate, mai. Come la notte, silenziosi.

Sa essere uno scrittore geniale in grado di soffrire per la vita di una bestiola che per altri può essere insignificante ma se una vita anche piccola piccola può essere insignificante allora chi può dire che la nostra significhi qualcosa?

Sa essere passeggiare con gli amici per una festa di quartiere, incontrare le persone che hanno scaldato il nostro passato, e sentire il desiderio di riaverle accanto, perché una parte di quello che siamo lo dobbiamo a loro.

Sa essere una ragazzina di dodici anni che ti sorride in metropolitana e ti saluta e ti scalda il cuore ripensando al doposcuola di Lorenzo, e tutto quello che c’è dentro quel doposcuola, i ragazzi che hanno voglia di imparare e se parli la loro lingua loro imparano ad ascoltare anche la tua, e così l’insegnamento diventa condivisione.

Sa essere un pomeriggio pieno di cose da fare messe da parte per trovarsi sulla panchina con un amico che non vedi da tempo perchè è andato ad abitare mica in un’altra città, soltanto al quartiere Adriano, eppure…

Sa essere Renny e i suoi cani e la sua disoccupazione e il suo sorriso perenne che anche nella desolazione riesce a ridere e stringerti la mano.

Sa essere un cinese che si vergogna a mettere il maglione perchè c’è il sole e così schiatta di freddo.

Sa essere un gatto che ti guarda passare e se lo saluti lui sembra ricambiarti con un cenno.

Sa essere entrare in libreria e venire accolto da sorrisi, e chiacchiere, e parlare dei tuoi nuovi libri, e dei tuoi nuovi giorni, e dei tuoi vecchi vizi, e di quei vecchi tempi…

Sa essere ripromettersi di vedere tutto il mondo, centomila progetti troppo costosi dalla Transiberiana alla Cina all’Oceania agli States, e nessuno che preveda però di mollarla, questa città, sporca ostile stanca avvilita avvilente svilente, eppure, come puoi non amarla, quando s’addormenta, e tu con lei?

Sa essere stronza. E forse è per questo, che viene il desiderio di conquistarla.

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