Penso dunque cliccoSi muore in fabbrica e si continua a produrre. Altro che morti bianche.

Nonostante l'incidente, l'attivita' della fabbrica non e' stata sospesa e per protesta i sindacati hanno proclamato uno sciopero immediato dei turni della notte. Un caporeparto dell'Ilva di Novi Li...

Nonostante l’incidente, l’attivita’ della fabbrica non e’ stata sospesa e per protesta i sindacati hanno proclamato uno sciopero immediato dei turni della notte.

Un caporeparto dell’Ilva di Novi Ligure in provincia di Alessandria – Pasquale La Rocca, di 31 anni – e’ morto, schiacciato da un muletto, la scorsa notte mentre lavorava nello stabilimento siderurgico.

LA VICENDA

L’incidente, secondo i Vigili del Fuoco, e’ avvenuto durante una manovra di retromarcia per lo spostamento di un carico. A soccorrerlo sono stati gli stessi compagni di lavoro che – hanno riferito sempre i Vigili del fuoco – hanno sollevato e spostato il muletto utilizzando un carro ponte dello stesso stabilimento.
Sono intervenuti anche i sanitari del 118 che hanno tentato invano di rianimare l’operaio.

L’ANALISI

Si può continuare a morire ogni giorno nel proprio luogo di lavoro? Che sia a causa del terremoto, di una vista o del non rispetto delle norme sulla sicurezza, si tratta, al contrario di quello che vogliono farci credere di morti nere, con responsabili che hanno nome e cognome. Altro che morti bianche. Iniziamole a chiamare morti da lavoro, per il lavoro, nel lavoro.

Sono nomi, storie e problemi. Non sono numeri da inserire in delle rigide tabelle redatte da quel sindacato a dall’ISTAT. Di bianco in queste vicende c’è ben poco, se non la fedina penale pulita di responsabili che troppo spesso non ne pagano le conseguenze.

Le morti bianche, sono solo un’invenzione per non dare un nome ai colpevoli.

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