ResilienzeCaro S. Francesco, torna da noi: serve qualcuno che ci insegni la tua rivoluzione

Caro San Francesco,oggi è la tua festa e sarai indaffaratissimo. Immagino la tua casella di posta elettronica intasata dagli auguri. Sui social poi, chissà che cinguettii, d’altronde tu al creato c...

Caro San Francesco,

oggi è la tua festa e sarai indaffaratissimo.
Immagino la tua casella di posta elettronica intasata dagli auguri. Sui social poi, chissà che cinguettii, d’altronde tu al creato ci tenevi e dunque gli uccelli del cielo ti erano cari.
Ed eri uomo di comunicazione. Eccome.
Ecco, proprio per questo ti cerco, non tanto perché porto il tuo nome al femminile per “colpa” tua, quanto per il fatto che, essendo stato tu una sorta di giornalista ante litteram, nonché di esperto di mediazione dei conflitti, avrei una richiesta secca da formularti
Vieni giu’
Torna, sbrigati
Vieni a MEDIARE
Gli uomini di questi tempi s’azzannano per nulla, son sempre lì, rabbiosi, ognuno a mettere davanti le proprie ragioni, anche quando non c’entrano nulla.
Un esercito di egopatici terrorizzati dalla minima possibilità che chi hanno di fronte non li stia ad ascoltare o non li prenda in considerazione.
Alla perenne ricerca di un palco, che dopo vent’anni in cui son stati abituati solo a sentire soliloqui spenti pensano di doverli fare anche loro.
Fra, non ne possiamo piu’.
Siamo inoltre appiattiti da un conformismo dilagante. Nessuno fa gesti controcorrente. Fuori dall’ordinario, come te che hai mollato la tua ricca famiglia e te ne sei andato in giro con quattro amici strampalati a predicare l’amore universale.
Quelle che si avvertono son solo simulazioni manieristiche.
O forse siamo noi che non sappiamo riconoscere i veri rivoluzionari di oggi?
Il dubbio mi assilla non poco.
Sei il patrono d’Italia, certo, ma ti chiedo il favore di buttare un occhio a tutto il mondo. L’imbarbarimento è globalizzato.
La mia è una richiesta estremamente laica, per favore, non tiriamo in ballo le religioni, sai benissimo dove si finisce, t’avevano mandato a fare le crociate anche a te.
Vieni per tutti.
Ultima cosa: già che ci sei porta anche un po’ di rispetto anche per noi donne. Chiedi a Chiara, come sempre, lei sa.
Stai tranquillo non ti dedicherò canzoni smanceriose, come ha fatto qualcun altro. Non mi appartengono.
Me ne starò qui buona, in silenzio. In mezzo ai poveracci veri della mia città, quelli che ho visto l’altra sera in fila al supermercato etnico, sporchi di calce, volti che parlavano di fatica.
Ti seguirebbero anche loro se tornassi. Ne sono certa.

Con i piu’affettuosi auguri
Tua devota omonima