Cazza la randaQuando al tavolo di discussione della crisi, l’azienda manda un’impiegata del personale

La notizia dell’avvio della procedura di licenziamento per 118 dei 403 dipendenti della filiale italiana della banca Hypo Alpe Adria l’abbiamo data negli scorsi giorni. È l’ennesimo caso di crisi a...

La notizia dell’avvio della procedura di licenziamento per 118 dei 403 dipendenti della filiale italiana della banca Hypo Alpe Adria l’abbiamo data negli scorsi giorni. È l’ennesimo caso di crisi aziendale, in cui le maestranze rischiano di pagare un conto salatissimo per responsabilità altrui. Ossia di manager strapagati, che oggi, in un incontro con i sindacati in cui si sarebbe dovuto parlare di come salvare i posti di lavoro e più complessivamente del futuro della banca, non si sono nemmeno presentati.

L’azienda era rappresentata da una impiegata del personale, chiamata a fare diligentemente il verbale della discussione. Ma affiancata da giovani rampolli di un noto studio legale del Nordest. Vestiti impeccabilmente e col capello ordinatamente fonato, questi manager del taglio di teste, consumati attori nonostante la loro giovane età, hanno messo in scena lo spettacolo per il quale sono stati pagati. Spiegando, freddi numeri alla mano, che crisi aziendale è e crisi sarà.

Succede, sempre più spesso, anche questo, nel nostro paese. Che manager incapaci escano di scena proprio quando sono chiamati ad assumersi parte delle responsabilità per le quali sono genersosamente stipendiati. E che il destino di una azienda venga messo nelle mani di superconsulenti esterni, espertissimi di lettura di bilanci, ma assolutamente incapaci di tener conto del patrimonio di competenze che ogni storia di impresa porta con sè.

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