Tutto è permesso (o quasi)Monti finto tonto. Giornalisti tonti veri.

Il nostro premier Mario Monti assomiglia sempre di più a Chance il giardiniere, protagonista di Oltre il Giardino (Hal Ashby, 1979), commedia sofisticata sulla comunicazione, il potere e l'equivoco...

Il nostro premier Mario Monti assomiglia sempre di più a Chance il giardiniere, protagonista di Oltre il Giardino (Hal Ashby, 1979), commedia sofisticata sulla comunicazione, il potere e l’equivoco. Chance, uomo semplice e assolutamente avulso dal mondo, parla con metafore botaniche, allegorie e frasi a doppio (buon) senso. E così facendo riesce ad incantare (e ingannare) una Washington disperata in cerca di un volto nuovo per la Casa Bianca.
Il nostro Monti-Chance – che a differenza dell’originale sa bene quel che fa – sin dall’inizio ha colpito per una comunicazione semplice e diretta, condita da accenti paternalistico-professorali. Negli ultimi giorni ha però combinato un pasticcio. Rispondendo agli sceicchi del Qatar sulla convenienza di investire in Italia, Monti-Chance ha risposto che non può garantire per il suo successore, salvo poi aggiungere – dopo un giorno – che sicuramente il prossimo premier farà bene. Ma è ovvio che la sua responsabilità termina con il suo incarico! Sarebbe anche ovvio pretendere che chi ricopre l’ufficio di capo del governo si dica ottimista sull’economia del nostro Paese, sulla bontà di investire in Italia e, nonostante e malgrado tutto, sulla classe politica che uscirà dalle elezioni. Il Presidente del Consiglio si è concesso una licenza che avrebbe meritato repliche e polemiche. E invece nulla. Questo accade anche perché nell’Italia disperata e rasa al suolo dal berlusconismo il sistema dell’informazione, già annichilito da un ventennio di connivenza con il potere, ha totalmente capitolato. Dall’avvento di Monti-Chance è normale aprire quotidiani e telegiornali con notizie del tipo: Monti ha detto che bisogna crescere, che bisogna risanare, che c’è la crisi (ma va?), e via dicendo. Una serie di condivisibili banalità raramente seguite dal come, perché e soprattutto a carico di chi. Speriamo che l’immunità concessa a Monti-Chance dall’informazione italiana prima o poi finisca, altrimenti rischieremo che l’apertura del primo tg del suo secondo mandato suoni più o meno così: “Il premier ha annunciato che domattina il sole sorgerà e alla fine della giornata tramonterà. Monti ha però detto di non poter garantire Il giorno dopo”. Il tutto con estrema sobrietà.