La schiena di GinoElezioni, l’ironia di Giorgio Gaber

Oggi, a Milano non c'è «una domenica di sole» e «un’aria già primaverile», in cui «ti senti più pulito». Nevischia e fa abbastanza freddo. Tuttavia, al di là delle differenze con il testo della stu...

Oggi, a Milano non c’è «una domenica di sole» e «un’aria già primaverile», in cui «ti senti più pulito». Nevischia e fa abbastanza freddo. Tuttavia, al di là delle differenze con il testo della stupenda canzone di Giorgio Gaber del 1976, è tempo di elezioni.

Nell’introdurre il pezzo, il grande cantautore milanese osservava: «quando uno è al massimo del pessimismo, della disperazione – a parte il compiacimento che è sempre lì in agguato – c’è come una specie di tendenza a risorgere, a credere alla preziosa sensazione, che la nostra vita possa migliorare. Non so se essere contento o diffidare dei momenti in cui mi riprende la fiducia!». A quasi quarant’anni di distanza, sia l’ironia sia l’intelligenza di Gaber – un uomo che era innamorato della realtà e dalla quale si faceva sempre incessantemente stupire – preghiamo che siano di buono auspicio per l’Italia.

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