Blog Notes di MartaFantasia, cultura, competenza, adattamento: II storia

Continua il viaggio nelle iniziative culturali di giovani che, in un mondo italiano così apparentemente ingiusto, difficile e che scatena lamenti, vittime (e vittimismo), invece, chissà come, riesc...

Continua il viaggio nelle iniziative culturali di giovani che, in un mondo italiano così apparentemente ingiusto, difficile e che scatena lamenti, vittime (e vittimismo), invece, chissà come, riescono a reagire e a trovare ugualmente la forza di avere idee nuove, interessanti e produttive.

Parliamo questa volta di Daniela, di Napoli, Federico, di Milano, e Riccardo, di Arezzo, rispettivamente 32 anni, 35 e 36: nel 2008 Federico e Riccardo aprono a Milano in viale Padova 133 il “Ligera”, enoteca, piccolo ristorante, sala concerti e luogo per dibattiti e presentazioni di libri. Nel 2011, grazie all’idea di Daniela, nasce anche la Casa Editrice “Ligera Edizioni”, un risultato quasi consequenziale al fatto di aver aperto un locale come il Ligera, che nasce proprio nella periferia milanese, o “lì dove muore Milano”, come recita “Chi sbaglia paga”, racconto contenuto in “L’ultimo bar a sinistra”, il primo libro della Ligera Edizioni e pubblicato nel novembre 2012 (12 euro), in cui si raccolgono varie storie nate nella zona e raccontate o scritte dagli stessi frequentatori del locale.

Perchè il Ligera, oltre che un bar con sala concerti, è una scelta di vita e un vero e proprio progetto culturale: se in dialetto milanese la “ligera” è la piccola criminalità, fatta di furtarelli e rapine, aver voluto prendere in custodia e in gestione un locale proprio in viale Padova significa certamente aver preso in considerazione e ammesso di essere in un territorio apparentemente difficile, ma, allo stesso tempo, di voler fare anche, attraverso il bar, qualcosa per portare nuove idee, generare un serbatoio di stimoli e creare occasioni di dialogo: “in questa zona manca completamente un punto di ritrovo e di contatto –dicono dal Ligera-. Ci sono solo ristoranti etnici di bassa qualità o, al contrario, locali per pochi, troppo cari. Non c’è un cinema, non c’è un teatro –a parte Zelig-. Noi siamo portavoce di una cultura underground, cioè che parte dal basso, fatta dalle persone che vengono qui e che vivono nella zona, più quelle che ci raggiungono perché conoscono il locale”. Ragazzi, anziani, persone di ogni età e ogni genere entrano ed escono dal Ligera durante il pomeriggio e la sera: tra i concerti, la casa editrice e le serate semplicemente per parlare insieme davanti a un buon vino, il Ligera è un punto di riferimento e un simbolo di rinascita per viale Padova a Milano. www.ligera.it

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