#Cooperazione InternazionaleRapporto AidWatch, l’aiuto gonfiato che resta in Europa

Gli aiuti europei ai paesi poveri sono in stallo a due anni prima della scadenza Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite . L’aiuto è stato tagliato o è rimasto stabile in 19 Stati m...

Gli aiuti europei ai paesi poveri sono in stallo a due anni prima della scadenza Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite . L’aiuto è stato tagliato o è rimasto stabile in 19 Stati membri dell’Unione, questo rivela il nuovo rapporto di Concord AidWatch presentato oggi da Concord. Il rapporto prende in esame la qualità e la quantità degli aiuti dell’UE , con un’analisi che dimostra che il deficit di finanziamento per raggiungere l’ obiettivo delle Nazioni Unite si attesta oggi a 36 miliardi di euro. La UE a 27 paesi nel 2012 ha elargito aiuti per oltre 50 miliardi €, lo 0,39 % del reddito nazionale lordo dell’UE, un calo del 4 % rispetto all’anno precedente . L’Aiuto dell’UE nel suo complesso è sceso al livello più basso dal 2007.

Sono davvero pochi i paesi che vanno contro tendenza, i maggiori incrementi relativi si sono registrati in Lettonia ( 17 % ), Lussemburgo ( 14 % ), Polonia ( 14 % ), Austria ( 8 % ), Lituania ( 8 % ) e il Regno Unito ( 7 % ) . I paesi che hanno già raggiunto l’obiettivo dello 0,7 % sono Danimarca ( 0,8 % ) , Lussemburgo (1 % ) e Svezia ( 0,99 % ) , nel 2013 il Regno Unito si unirà a loro raggiungendo lo 0,7% .
I 50 miliardi € di aiuti della UE sono però un dato gonfiato, secondo AidWatch, una buona parte dei fondi non ha mai raggiunto i paesi in via di sviluppo, il rapporto svela che solo € 45 miliardi di dollari (0,35 % del PIL) ha raggiunto i paesi beneficiari .

Questo rapporto spiega ancora meglio delle edizioni precedenti il concetto di “Aiuto Genuino”, ossia quei fondi che raggiungono davvero i beneficiari. Molti paesi presentano i loro dati sugli aiuti gonfiati da attività che non possono essere ricondotte all’aiuto allo sviluppo. I dati ufficiali di aiuto comprendono la cancellazione del debito, costi di sostegno agli studi all’estero, assistenza ai rifugiati nei paesi donatori, gli interessi sui prestiti e aiuti legati. Questi elementi, considerati dai paesi come allo sviluppo, non costituiscono un vero e proprio trasferimento di risorse verso i paesi partner e non possono essere computati nelle percentuali per il raggiungimento degli MDGs.

L’Italia consolida il suo ruolo tra i fanalini di coda con un aiuto in caduta libera, meno 34% dal 2011 al 2012.. L’aiuto genuino italiano si attesta allo 0,13% del PIL.
Il rapporto 2012 verrà presentato in Italia da Concord Italia il prossimo 22 ottobre a Roma alla presenza del Vice Ministro Lapo Pistelli e dell’On. Federica Mogherini per l’Intergruppo Parlamentare per la Cooperazione allo Sviluppo. (per partecipare all’evento registrarsi qui)

Vedi l’Infografica

Scarica il rapporto completo

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