Rotta verso il mercatoAlitalia, gli avvoltoi volano in cerchio nel cielo di Fiumicino

Chiusa la porta ad Air France, che è l'unica ad aver mostrato interesse per Alitalia, ma le cui condizioni vengono giudicate troppo gravose, prosegue senza successo la questua, così l'ha definita D...

Chiusa la porta ad Air France, che è l’unica ad aver mostrato interesse per Alitalia, ma le cui condizioni vengono giudicate troppo gravose, prosegue senza successo la questua, così l’ha definita Diego Della Valle, del Governo Letta alla ricerca di un partner industriale alternativo. Si era parlato di imprecisati vettori cinesi, della russa Aeroflot, che però ha seccamente smentito ogni ipotesi di intervento in Alitalia e dell’araba Etihad, che le ultime notizie di stampa danno per poco interessata.

Salvo sorprese da Abu Dhabi, che ha sufficienti mezzi per effettuare un investimento politico anche in perdita certa, possiamo prevedere che la dura legge dei numeri obbligherà a scegliere fra il ritorno con le orecchie basse alla vecchia fidanzata Air France, la chiusura o la nazionalizzazione indiretta tramite le Poste e le banche principali. Il Governo e il Paese non vogliono guardare in faccia la realtà, Colaninno e i suoi amici imprenditori (e Air France!) hanno gestito Alitalia in modo sciagurato, senza fermarsi quando avevano già perso tutto e hanno proseguito riempiendo la linea aerea di debiti che non saranno mai rimborsati. Il desiderio di Letta di rimandare i tagli e quello delle banche di non rassegnarsi all’evidenza hanno portato allo stallo attuale, in cui ogni giorno nuove perdite si aggiungono alle vecchie.

Air France sta conducendo ottimamente la sua mano di poker e prenderà Alitalia come la vuole, nuda, gratis e senza debiti. C’è solo da sperare che il Governo non sia così demente da concederle anche di godere in monopolio il mercato italiano, bloccando nuovi voli intercontinentali diretti altrui verso gli aeroporti italiani, che ci risparmierebbero di passare ogni volta da Parigi o Amsterdam.

Dum Romae consulitur, mentre a Roma si perde tempo in chiacchiere, il mercato non crede al salvataggio e atterra a Fiumicino la spagnola Vueling, controllata dal gruppo che fa capo a British Airways, annunciando l’apertura in primavera di una base che partirà con ben otto aerei e molte rotte che andranno a distruggere quel poco di redditività che Alitalia può avere nel corto/medio raggio e nel contempo diranno la parola fine per la piccola Blue Panorama, in “concordato di continuità” dal 2012.

Esordio col botto, quattro voli al giorno da Roma per Catania, Palermo e Torino, tre per Genova, due per Bari, uno per Brindisi e Lamezia, più due voli al giorno per Bruxelles e Atene e molte altre rotte. Alitalia è debole nei voli intercontinentali, debolissima in quelli europei, nei nazionali l’Alta Velocità lascia spazio all’aereo solo in quelle poche rotte in cui appunto entra pesantemente Vueling. Le conseguenze sono facilmente prevedibili: Alitalia e ancor più Meridiana e Blue Panorama sono troppo inefficienti per tener testa al prodotto low cost moderato della nuova arrivata spagnola, che già si sta impadronendo dell’aeroporto di Firenze. Ci sarà un eccesso di offerta, i prezzi crolleranno fino a quando qualcuno dovrà ritirarsi. Suona a morto la campana per l’attività di linea di Blue Panorama, per Meridiana saranno dolori e per Alitalia anche queste rotte, nel migliore dei casi, non potranno più generare utili.

La retorica di Letta, del Ministro dei Trasporti Lupi, dei sindacati sul “salvare” Alitalia, Fiumicino, i posti di lavoro, quella di Berlusconi sul mantenimento dell’italianità della compagnia aerea, ancora più grave in bocca ad un imprenditore, non hanno mai voluto riconoscere che nulla si può salvare se non si ha un’azienda efficiente e che quando si ha successo sul mercato non c’è bisogno di salvataggi. Da noi prevalgono le relazioni, l’aiutino, l’elargizione di denaro pubblico, il traviamento del buon senso, da ieri oggetto sociale di Poste Italiane è anche il trasporto aereo!

Questa ulteriore mazzata per Alitalia e i vettori minori arriva da un Paese, la Spagna, che crediamo essere in ginocchio più del nostro per la crisi, ma che riesce al contrario di noi a esprimere realtà imprenditoriali di successo come Vueling e come Volotea, che prosperano dove le nostre compagnie aeree annaspano e affondano, perché invece di cercare di fare bene il proprio mestiere, cercano da parassiti l’appoggio pubblico o delle banche.

Notevole anche il chiagne e fotte di Aeroporti di Roma, che da una parte strilla perché il Governo salvi il suo cliente principale, Alitalia, dall’ altra negozia, si presume offrendo buone condizioni, con Vueling che atterra a Fiumicino per assestare ad Alitalia un colpo durissimo. Evviva la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite.

CETERVM CENSEO LINATE ESSE DELENDAM

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